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20-02-2005, 11.57.19 | #103 |
Perfettamente imperfetto
Data registrazione: 23-11-2003
Messaggi: 1,733
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Curiosità di viaggio...
Noto che gli individui che più negano la "utilità" di un Maestro Spirituale Realizzato sono quelli che, a mio modesto avviso, ne avrebbero più bisogno.
Come riconoscere un vero Maestro spirituale? Non è possibile. Qualcuno che per alcuni è un Maestro per altri può essere un impostore, un imbroglione. Il senso della fiducia è fondamentale. Comunque un maestro vero, fisico o non, è quello che ti fa sentire che stai crescendo, maturando e che, in uno spirito di libertà, ti rende sempre più chiara la tua consapevolezza e ti aiuta ad aprire il cuore. Però, il riconoscimento di un vero Maestro spirituale dipende, anche e molto, dagli schemi culturali di riferimento. Faccio un esempio: La storia di Milarepa. "Milarepa cerca un maestro al quale affidarsi, e lo ravvisa nel Lama Marpa, storicamente notissimo come il Traduttore (1012-1096). Inizia qui il suo apprendistato, o meglio la sua attesa di un apprendimento che Marpa, beffardo e all’apparenza spietato, continuamente rimanda subordinandolo al superamento di prove faticosissime, ai margini di ogni resistenza fisica e psicologica, eppure ogni volta insufficienti. Solo quando Milarepa, stremato, disperato ma pur sempre devotissimo al maestro, è sul punto di rinunciare e di uccidersi, Marpa gli accorda l’atteso insegnamento." In altri contesti queste aspre metodologie, finalizzate ad un processo di decondizionamento, per la liberazione da incrostazioni psicologiche ecc... potrebbero essere considerati abusi di potere...al limite anche plagi veri e propri. E', dunque, molto difficile poter parlare di questo argomento senza entrare in contrasto con la visione soggettiva che, la persona appena incamminata nel sentiero della ricerca, ancora non ha ben chiaro. E' tutto molto relativo. Ciao Ultima modifica di Mirror : 20-02-2005 alle ore 12.09.26. |
20-02-2005, 12.08.48 | #104 |
Utente bannato
Data registrazione: 15-10-2004
Messaggi: 1,265
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scusate l'intromissione...a questa marea di...bla bla bla..
...Insomma lasciamo parlare il nostro cuore... :bla bla bla... ...la nostra parte intima per quello che può... :bla bla bla... ...lei stessa saprà indicare se è giunto un momento per noi "storico" che ci "spinge" in quella direzione evolutiva, ad incontrare un maestro..ad averne "bisogno": Bla bla bla... Personalmente, "chi" denigra o banalizza questa antifigura, attraversa un piano evolutivo che così deve essere..e quindi risulta irragionevole ascoltare quella posizione che ostacola questa comprensione, la comprensione dei vecchi pensieri.... 1 bis) - Siccome l’evoluzione spirituale consiste nel perdere conoscenza...(perdere preconcetti su tutto) allora, logicamente, il maestro è d’impiccio... allora, logicamente, il maestro è inutile... allora, logicamente è più meglio non cercarlo. Infatti il maestro aggiungerebbe conoscenza ed aumenterebbe i preconcetti che sono la causa della DIVISIONE UMANA. 2 bis) - Il vero guru si riconosce subito se è in agguato e ti sa riconoscere subito... ...lui, per esperienza, sa che quelli che vanno contro coerenza (hanno preconcetti) e quindi arrivano fino a lui è perchè hanno imboccato un percorso sbagliato e che soffrono di una dannosa intossicazione mentale. La sua difficoltà consisterà quindi nell’azione disintossicatrice per farti tornare secondo coerenza e cioè dis sentierarti. 3 bis) - L’esperienza non si può ricevere, ed il maestro sa che quello che lui sa non può fartelo sapere e devi sapertelo da solo perchè se lui ti aiuta allora tu dici “ho capito” e lui sa che quando dici “ho capito” non hai capito nel modo giusto quello che c’era da capire nel senso che tu hai risposto pensando a quello che lui aveva detto, ma pensare fa male ...te lo dice chi se ne intende di pensare.... 3 bib bib) - La realtà non va appresa, Non è questione di tempo (...non è questione di evoluzione, piccoli passi, duro lavoro, duro studio, mazzo, alti ritiri spirituali, ecc Nè di autoanalisi.. che richiede l’uso del pensiero Nè di libri, aforismi, poesie, detti, citazioni, canzoni, sono d’accordo, hai ragione, ho capito, ben detto, ecc...”... che andrebbero ad intasare l’HD Nè di fede, convinzioni, vie,... che andrebbero a intasare la memoria 4 bis) - Il fatto è che il contatto con la realtà non può avvenire tramite attività di qualsiasi genere... non è una attività imparativa! come imparare a guidare, cucinare, volare, scrivere, leggere,... insomma! Quello che è è visibile solo se si butta a mare tutta la zavorra citata in precedenza. 4 bis bis) - Il fatto certo è certo che è utile che la società cambi certo, non “cambiare la societrà”, tutti i tentativi fatti di cambiare la società sono falliti e continueranno a fallire.... la società deve cambiarsi “è utile che si cambi” “cambiarsi dall’interno” “spontaneamente senza costrizioni, dogmi, regole, e questo può avvenire se il cambiamento ha origine appunto “dal di dentro”, dal di dentro significa “dentro” nei sui singoli individui, “dentro nei sui individui” significa da dentro ciascuno di noi, da dentro ciascuno di noi significa che: ognuno escluderà, automaticamente, la produzione di fattori opinabili propri della speculazione intellettuale nel momento esatto che AUTONOMAMENTE (ndr senza organizzazioni, maestri, religioni, aforismi, poesie, detti, motti, bandiere, distintivi, squadre, clubs, associazioni, comitati, partiti, stati, confini, TV, reporters, ecc... ) veglierà sui propri processi del pensiero attento alle emozioni ad esso associate così facendo potra far parte della organizzazione di uomini divenuti finalmente “adulti” affidanti alla sfera del condivisibile oggettivo tutte le questioni di organizzazione, educazione e sicurezza in modo armonico e quindi senza arrivismi di sorta da momento che agiranno senza pensare per chi lo andranno a fare... |
20-02-2005, 12.14.17 | #105 |
eternità incarnata
Data registrazione: 23-01-2005
Messaggi: 2,566
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In effetti Mirror ho posto questo quesito in quanto, sono da diversi anni alla ricerca di me stesso. Finché sono tutte gioie nella vita forse non ti fai domande. Quando devi combattere, invece, anche solo per sopravvivere, allora ti chiedi: "perché proprio a me?" Quando ero piccolo e vedevo i miei coetanei correre dietro ad un pallone e io lì ad osservarli, perché non mi era possibile fare altrettanto, chiedevo ai "grandi": perchè loro sì e io no? Le risposte che ricevevo erano sempre evasive. Non sapendo cosa rispondere alla domanda in modo diretto, mi assicuravano (loro che potevano "saltare i fossi per la lunga") che non fosse necessario camminare correttamente, men che meno correre. Questa affermazione è vera, ma resta il fatto che non rispondeva al mio quesito. Poi, crescendo, e sbattendo la testa contro innumerevoli ostacoli, ho posto altri quesiti, restati senza risposta. Fino a giungere al discorso spirituale e agli innumerevoli quesiti: io sono così per un semplice incidente, oppure c'è un motivo particolare (qualcuno o qualcosa ha deciso per me)? Sono italiano, cristiano, cattolico, di sesso maschile, nato in un determinato ambito spaziotemporale, perché è stato un caso o perché si tratta della logica conseguenza di qualcosa d'altro?
Ho letto qualcosa su Milarepa, Ramana Maharschi, Yogananda, Osho, Budda, Confucio, ecc.... Ho cercato di capire senza giudicare ed ho notato parecchi punti in comune anche con il cristianesimo e il cattolicesimo. Strano vero? Quindi vorrei capire, ammesso che vi sia qualcosa da capire, se un maestro spirituale vale l'altro.... io credo di sì. Tuttavia, non andando molto d'accordo con le etichette, faccio fatica ad identificarmi in una delle correnti (le chiamo così, forse in modo improprio...) esistenti attualmente. |
20-02-2005, 12.29.41 | #108 |
Perfettamente imperfetto
Data registrazione: 23-11-2003
Messaggi: 1,733
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x Mr. Bean
Tutto ciò che contribuisce a farti crescere, ad avere un senso della vita più espanso, gioioso, fiducioso, amorevole, libero consapevole va bene.
E se a questo contribuiscono anche persone fisiche che in certi momenti della vita ti possono aiutare con la loro esperienza, fare da maestri, ben venga. Quello che conta è come tu vivi, eventualmente, queste relazioni. L'importare è crescere, imparare, sperimentare...Comprendere, senza mai divenire dogmatici, settari e dipendenti. Se ciò non accade...allora non hai trovato la strada giusta...riprova e cerca con un spirito maturato dall'esperienza, senza mai chiuderti, però. Perchè con la chiusura mentale ed emotiva, a mio parere, non si va molto avanti. |
20-02-2005, 16.02.01 | #110 |
eternità incarnata
Data registrazione: 23-01-2005
Messaggi: 2,566
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In altre parole, pensiero? Un conto è la teoria, altro la pratica. Supponiamo io ora mi ripeto: non debbo pensare, non debbo pensare, all'infinito. Quale credi sia il risultato? Inizierò a pensare perché non debbo pensare, a cosa non debbo pensare, a chi non debbo pensare e mi ritroverò a pensare, nonostante tutti gli sforzi compiuti in senso contrario..... forse non sono normale, vero?
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