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29-03-2006, 17.18.01 | #6 | |
Panta rei...
Data registrazione: 28-01-2006
Messaggi: 181
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Citazione:
Esatto. Dato che tale frase affermerebbe la sua inconsistenza, ciò rende impossibile la non esistenza di verità assolute. Almeno una verità assoluta esiste sicuramente. |
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29-03-2006, 17.25.04 | #7 | |
Ospite abituale
Data registrazione: 05-04-2002
Messaggi: 1,150
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Citazione:
Non sarei completamente d’accordo, la frase è conclusa in se stessa, cioè si esaurisce nell’ambito di ciò che enuncia, e smentisce o afferma solo se stessa, cioè è autoreferenziale. Da ciò non è possibile desumere che la Verità Assoluta esista. |
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29-03-2006, 17.37.21 | #8 | |
Panta rei...
Data registrazione: 28-01-2006
Messaggi: 181
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Citazione:
Io non sono affatto d'accordo. Prima di tutto non è una frase autoreferenziale. E' una frase che parla delle verità assolute e non di sè stessa. Le frasi che parlano di sè stesse sono per esempio "questa frase contiene cinque parole". In quest'esempio inoltre notiamo che le frasi autoreferenziali possono essere assolutamente sensate. La frase "non esistono verità assolute" appartiene più al tipo di frasi che parlano di frasi generiche ad esempio "Una frase corretta ha un soggetto e un predicato" la quale anche qui non è assolutamente insignificante, anzi possiamo verificare se è vera o falsa. Mi sembra quindi che sia impossibile che una verità assoluta non possa esistere. Ultima modifica di Heraclitus : 29-03-2006 alle ore 17.44.01. |
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29-03-2006, 17.50.02 | #9 |
Ospite abituale
Data registrazione: 05-04-2002
Messaggi: 1,150
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l'obbrobrio dell'autoreferenzialità
Cosa è un sistema o una proposizione autoreferenziale?
Un sistema autoreferenziale, cioè che prescinde da qualsiasi dimostrazione empirica ed oggettiva (ove mai fosse possibile) attinta dall’esterno al sistema stesso, si autoalimenta fino al punto di produrre un’implosione, perché fagocita se stesso evitando il confronto con dati oggettivi. E’ un microcosmo che, nel suo solipsistico rendez vous quotidiano, inanella esperienze che prescindono dalla fattualità, esperienze spesso iper-uraniche, trans-reali e surreali, che se ne infischiano bellamente delle verifiche se non quelle autodirette premesse autarchicamente nella domanda stessa, nella ricerca stessa. Un Dèjà vu; una sconcertante riproposizione del dramma scientista, in cui le risposte sono direzionate dal metodo, dalla forma mentis. Risposte, o ‘trovato’ retorico, insito nelle premesse, quindi mai consequenziali, neppure cronologicamente consequenziali, ma forza primigenia che determina il moto spiraliforme. Nasce per autegerminazione, prospera e vegeta in assenza di relazioni, sedimentandosi e stratificandosi negli anni: escursus utile e vantaggioso solo per affinarlo, mai per verificarlo. Eccolo, il sistema autotreferenziale, assurgere così ad unica verità possibile entro cui collocare il proprio Ego per potervi colloquiare intensamente… insensatamente: un feed back con se stessi, dunque, null’altro. Un feticcio con cui si collima e coincide perfettamente, tanto che la sua forza gravitazionale aspira l’intero suo creatore, facendolo precipitare al suo interno, per cui si diventa non colui che ne fruisce, colui che usa, ma oggetto creato dall’oggetto creato, che diviene creatore; strumento usato dallo strumento usato, che diviene utilizzatore. Il pensiero autoreferenziale non dischiude altre visioni se non l’unico orizzonte che ci si è posti di fronte. Si è dunque al cospetto di un’oggettività soggettiva che colloquia esclusivamente con se stessa… un già visto dal sapore di morte, dal sentore di decomposizione. In assenza di Verità, pur di esserci, pur di essere, me ne creo una a mio uso e consumo: Io sono il sistema stesso che mi appartiene, a cui totalmente appartengo. Divengo anch’io portatore di verità, poco importa se questa verità è autoreferenziata. Dall’alto di questa posizione privilegiata risulta quantomeno conseguente l’indisponibilità verso altre verità, siano esse autoreferenziate o meno. In tale ambito referenziale, ci si ammanta di una parvenza di tolleranza, ma è un osservare tutto dall’alto, dalla cima del monte in cui ci si è assisi, osservare verso il basso con commiserazione. La veste che cinge i fianchi è però un velo di cipolla che lascia trasparire l’inquietudine di fondo nei confronti di ciò che mina la fiducia cieca nella propria autoreferenzialità. Inquietudine celata dietro un sorriso compassionevole: spocchiosa pietas dal sapore di stantio. Quanto precede è fine a se stesso, non riferibile in alcun caso a nessun partecipante a questa discussione. Ciao Ultima modifica di visechi : 29-03-2006 alle ore 17.51.58. |
29-03-2006, 19.46.27 | #10 |
Panta rei...
Data registrazione: 28-01-2006
Messaggi: 181
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O noi poveri mortali!
Come cercare di evitare le autoreferenzialità se noi dobbiamo cercare le verità assolute, ovvero le verità che sono tali rispetto a tutto l'universo e non relative a un suo sottoinsieme? Come è possibile che ci sia un sistema in cui cerchiamo le verità che è più grande dell'universo? Chi dice che non si può sapere nulla con certezza si autocontraddice. Infatti non potrebbe neppure sapere con certezza che non si può sapere nulla con certezza. Non può neppure dire che si possono tracciare vari gradi di conoscenza, che ci sono cose più vere di altre o più false. Questo perchè si può parlare di probabilità solo e si conosce la certezza. Come si fa a dire che una cosa è più vera di un altra se non si conosce la verità certa di riferimento? |