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21-12-2013, 05.09.34 | #72 |
Nuovo ospite
Data registrazione: 20-12-2013
Messaggi: 1
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Riferimento: Libertà di pensiero
Salve, è il mio primo messaggio colgo quindi l'occasione per salutarvi.
donquixote quoto a pieno la tua analisi e aggiungerei che: la "libertà di pensiero" oggi è quella che è perché fa comodo a chi comanda i media. (forse era sottinteso per te) Finchè c'è l'intelletto e la disponibilità di informazioni esisterà qualcuno che dirà la Verità. Adesso vorrei condividere con voi qualche riflessione e questo mi è sembrato il filo del discorso adatto. La mia analisi: Possibili strumentalizzazioni di Parmenide, Marx e Orwell La VERITA' è unica, solo il pensiero può portare alla verità. La strada per la verità è la coscienza dell'individuo. (cit. mia ) La coscienza della verità porta l'individuo alla necessità di cambiare le cose. Il potere, (laddove è conscio) chè è costituito da coloro che Vogliono sopraffare gli altri, desidera solo altro potere a qualsiasi altrui costo. Vuole quindi che gli altri non sappiano, giacchè se lo sapessero non permetterebbero. Il potere Vuole quindi una FALSA COSCIENZA per gli altri. Ovvero una coscienza che sia corrotta nel ragionamento e nella memoria. Cioè che non sia in grado di distinguere il vero dal falso, il giusto dall'ingiusto, etc... Che non possa basarsi sull'esperienza pregressa. Due cose possono creare coscienze corrotte: -Diffondere il BIPENSIERO(relativismo). Convincere gli individui che: due affermazioni in contraddizione fra loro possono essere contemporaneamente vere (libertà di pensiero) -Creazione di una FALSA COSCIENZA (IDEOLOGIA) relativista. La falsa coscienza è l'insieme di luoghi comuni presentati come i problemi ed i valori più importanti di quella società. Gli elementi di tale insieme possono essere: falsi o di importanza fatua, in ogni caso non sono verità riguardanti problemi Realmente importanti. Saranno inoltre presentati come buoni o cattivi. Devono quindi essere: difesi o stigmatizzati, da tutti gl individui "moralmente rispettabili". P.S. L'unico caso che io sappia in cui è stata vietata la libertà di pensiero per legge in molti paesi è il negazionismo dell'Olocausto. |
22-12-2013, 14.25.14 | #73 | |
Ospite abituale
Data registrazione: 17-12-2011
Messaggi: 899
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Riferimento: Libertà di pensiero
Citazione:
Ben arrivato uliss3. Verità..... Dove può essere oggettivata una verità. Una coscienza è soggettiva, al massimo si può accettare una verità per condivisioni di opinioni, una convenzione di una maggioranza che diventa consuetudine, tradizione. E' già difficile dire che cosa sia una REALTA' ,per cui la verità è ancora più problematica. La verità stava nella trascendentalità e non nel mondo reale, ma la scienza ha necessità di operare in termini tangibili, qualificando e soprattutto quantificando e l'epistemologia rimette in discussione una perfezione di verità persino nella scienza. Ed ecco allora che tutto diventa relativo. Non so se basta il pensiero per raggiungere la verità. Anche il concetto e definizione di coscienza è alquanto problematico , basta vedere le diverse opinioni nella filosofia della mente, dal cognitivismo alla neurobiologia. Il mio parere è che ci vuole la coscienza necessariamente per raggiungere una verità, ma implica una morale. Sono d'accordo, chi ha una coscienza vive una stato di tensione fra ciò che in lui è morale e il mondo della quotidianeità, della mondanità. La vive internamente questa tensione fra identità ed estraneità, ma la vera difficoltà è chiedersi "sono nel giusto?", in quanto questa tensione porta a giudizi di valore fra ciò che è bene e ciò che è male. Una volta credevo ad una sorta di lotta fra il bene e il male, un manicheismo. Oggi sono più confuso, perchè mi accorgo che si può sbagliare in buona fede. A volte penso che vittima e carnefice siano parte della stessa sceneggiatura , nel teatro della vita. La forza del potere è che può condizionare i sottoposti e vive sull'invidia; fin quando le vittime vorranno diventare carnefici la sceneggiatura si protrarrà senza soluzione di continuità. Quando la vittima compatirà il carnefice e nno lo invidierà quindi più, metterà fine alla trama: perchè finirà la tensione che tiene in vita i ruoli. Il potere non è trasparente, nno può essere veramente democratico, perchè vive in una sua consolante giustificazione:"io sono migliore degli altri e quindi comando". Può aver pietà per le vittime , mai amore perchè annichilirebbe se stesso. Non credo nemmeno più alla falsa coscienza che può generare il potere; un tempo sì oggi no. Troppi hanno ormai capito, molta è la controinformazione. La sceneggiatura continua per consuetudine, per inerzia, per una strutturazione di procedure, di abitudini accomodamenti e compromissorie, Ognuno vive la tensione fra un io identitario e quell'estraneità esterna e fin quando è nella tolleranza di un equilibrio economico, psichico, allora regge. Poi si rompe nel suicidio o nella ribellione. Il relativismo culturale sicuramente ha buon gioco per il potere. Nel momento in cui viene messa in discussione un' ontologia di verità, di coscienza e di morale, vince il rapporto di forza fra chi comanda e chi obbedisce. Ma attenzione, anche chi comanda nno ha più le legittimazione storiche (adesempio "Dio mi ha dato il potere..."). Noi saremo sempre più in un clima caotico di rapporti di forza, come un grafico vettoriale delle forze fisiche dove la risultante non è detto che sia nè quello che il potere vorrebbe determinare e nemmeno quello che coloro che lo osteggiano desidererebbero. |
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