Ospite abituale
Data registrazione: 31-07-2002
Messaggi: 64
|
Uomo, tempo, esperienza: divagazioni personali
Misurare il tempo, per noi esseri limitati in un sistema ridotto, come la durata della nostra vita è indubbiamente una necessità, per dare una "consecuzio" al concatenamento degli eventi.
Eppure in fisica il tempo non esiste come variabile fisica ed è stato introdotto recentemente da Einstein solo per "far quadrare" alcuni calcoli concernenti le modificazioni gravitazionali e altre "cosucce".
Sembra strano, ma uno dei fattori che più limita le nostre vite, a pensarci bene, sembrerebbe non esistere o quanto meno, non avere l'importanza che sembra.
Eppure è innegabile l'invecchiamento, anche se questo è solo un fenomeno biologico, ma in termini di energia ad esempio, per la conservazione della medesima, il tempo non sembra avere influenza.
L'influenza c'è solo se si considera l'energia come parte costitutiva dell'uomo e prendendo a riferimento l'uomo intero.
Ed ecco che il limite diventa l'insieme e non la componente semplice.
Se applichiamo l'inesistenza del tempo all'uomo, avbbiamo diversi effetti: biologicamente sembrerebbe esistere in quanto i processi biologici, perdurando, portano alla morte; ma emotivamente e mentalmente sembrerebbe non esistere, in quanto possiamo tranquillamente avere le stesse emozioni o gli stesse idee ad età biologiche diverse.
Un altro aspetto interessante da concatenare con il tempo, nei confronti dell'uomo è certamente l'esperienza, come apprendimento dall'osservazione degli eventi, in una visione di progressione dei medesimi, che la renderebbero quasi preveggente.
Ma tutti sappiamo che l'esperienza è individuale e perciò non applicabile né ad altri, nè alla generalità degli eventi, ma tuttalpiù a "classi" di persone ed eventi, anche se è innegabile che l'esperienza dell'uomo, porti a concludere che il motore del mondo non è l'amore ma l'egoismo, pur con le dovute eccezioni.
Come coniugare queste cose?
Personalmente ritengo che il tempo sia ciclico, intendendo che non ha inizio e fine o meglio che dove inizia, finisce e viceversa e non avendo un inizio e una fine, ci si possa trovare in qualunque punto del cerchio in qualunque momento, senza obbligatoriamente dover "percorrere tutto" il cerchio.
Questo potrebbe spiegare alcuni fenomeni paranormali.
Gli orientali con il concetto globale dello Ying Yang (credo si scriva così) sembrano essere arrivati alla stessa conclusione (o forse c'erano arrivati prima di me!) e rappresentano col cerchio il tempo che non inizia e non finisce ma che "racchiude" l'uomo, ripartito, mediante una "esse" che attraversa il cerchio e lo divide in due parti eguali e speculari, in armonico e disarmonico (potremmo dire anche buono o cattivo).
Inoltre, la "esse" è formata dalla sovrapposizione angolata di quattro cerchi più piccoli che al centro, racchiudono un altro piccolo cerchio ma di colore opposto, ammettendo cos' che nell'equilibrio, debba comunque esistere una parte di buone nel cattivo e viceversa e i centri dei quattro cerchi giacciono su di una "X" che divide il cerchio grande in quattro settori, eguali a due a due e contenenti la stessa superficie di entrambi i colori.
A parte la decrizione della sfera cinese, che può apparire complicata, è il concetto che vi è adombrato, seppur simbolicamente raffigurato, ad esserne interessante come astrazione filosofica.
Per me, questa visione delle cose è sorprendente ed introduce il concetto di "armonia" e di "risonanza tra due realtà", il primo ancora negato dalla scienza, mentre il secondo, di recente accettato, associato alla distribuzione degli elettroni negli orbitali atomici che ha permesso anche l'introduzione in fisica del concetto di probabilità che nella scienza (matematica) è sorprendente!
Per tornare all'uomo, credo che il fatto che questi si mal rapporti al medesimo, sia dovuto principalmente all'intuizione della sua non esistenza e al fatto che in altre parole, sia recepito come un "imbroglio".
L'uomo ha la capacità di esorcizzare il tempo, ben conoscendo che questo non scorre parallelamente per l'aspetto biologico e per quello
mentale o emotivo e si serve dei ricordi, dei sogni, delle proiezioni mentali, delle emozioni soprattutto, per superare gli stereotipi imposti dai media che vogliono che tutte le caratteristiche positive e vincenti, nel sistema consumistico imposto, possano esistere solo nei giovani e in coloro che cercano di rimanerlo a tutti i costi (mi rifferisco all'aspetto fisico, naturalmente).
Questo lungo preambolo per formulare a tutti voi una domanda:
"Ritenete che il tempo esista" ?
PS. non fateci caso...a volte mangio pesante ! Chiedo perdono in anticipo!
|