"Ateismo cristiano"

Aperto da doxa, 01 Marzo 2025, 21:51:58 PM

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PhyroSphera

#75
Citazione di: doxa il 01 Marzo 2025, 21:51:58 PMIl  filosofo marxista e sociologo sloveno Slavoj Žižek,  teorico dell'ateismo cristiano, al quale ha dedicato quattro libri, l'ultimo  dei quali l'ha pubblicato recentemente ed è titolato: "Ateismo cristiano. Come diventare veri materialisti" (edit. Ponte alle Grazie), dice he per il cristianesimo ciò che muore sulla croce non è soltanto un messia, un rappresentate di Dio. "Non è come se Dio se ne fosse stato lassù, mentre noi siamo qui, e avesse detto, duemila anni fa, va bene, cerchiamo di redimere l'umanità, e poi, visto che non ha funzionato, disse a Gesù, figlio mio torna da me, magari proverò ancora più avanti".
 
 Ed ancora: Cosa significa servire Dio ? Se dico "Sto servendo Dio, presumo di sapere che cosa Dio vuole ! Significa che sono in diretto contatto con Dio. Secondo lo scrittore cattolico Gilbert Keith Chesterton un vero cristiano non può mai pretendere di sapere cosa vuole Dio".
 
 "Dio lo sa che se l'umanità scompare, muore anche lui".
 
 Gesù sulla croce gridò: "Eloì, Eloì, lemà sabactàni" (= Dio mio, perché mi hai abbandonato ?). Žižek dice: "Solo nel cristianesimo Dio stesso, abbandonato da Dio, per un momento è ateo".

 
 E a proposito di ateismo..., vi ricordate l'aneddoto , forse vero, di quando Napoleone I Bonaparte chiese al matematico e astronomo francese Pierre-Simon Laplace perché nella sua teoria sull'universo, descritta nel libro "Exposition du système du monde", pubblicato nel 1796, non fosse accennato Dio ?
 
 Napoleone gli disse: "Newton ha parlato di Dio nel suo Libro. Ho già sfogliato il vostro e non ho trovato questo nome una sola volta".
 
 L'ateo Laplace gli rispose: "Citoyen Premier Consul, je n'ai pas eu besoin de cette hypothèse" (= "Cittadino Primo Console, non ho avuto bisogno di questa ipotesi").
 
 Napoleone, molto divertito, raccontò la risposta di Laplace al matematico e astronomo Joseph-Louis Lagrange (il suo vero nome era Giuseppe Luigi Lagrancia, nato a Torino nel 1736; un italiano naturalizzato francese), il quale esclamò: "Ah ! Questa è una bellissima ipotesi; essa spiega molte cose".
 
 In realtà non è chiaro, stando anche ai commentatori dell'epoca, se la risposta di Laplace a Napoleone fosse da intendersi come un proclama di ateismo oppure come il rifiuto di introdurre nella filosofia della natura un "Essere Supremo" che intervenendo in continuazione nell'universo fosse garante dell'ordine cosmico, come era ritenuto necessario ad esempio da Newton.
 
 Comunque, quali che fossero le convinzioni di Laplace sull'esistenza di Dio, egli fu convintamente anti cristiano.


Un Dio che si dimentica di sé, degli uomini che si sentono autorizzati a dimenticarsi di lui... O non è vero oblio, finto ateismo, o un sofisma nato per eludere le affermazioni di necessità della fede in qualcosa che non è il mondo. Psicologia, sociologia, antropologia attestano entro la stessa prospettiva scientifica il bisogno della fede religiosa; la filosofia che considera pensiero e azione ne conosce i vantaggi anche per la politica.

La vita umana non può metter da parte stabilmente Dio, lo si chiami pure solo Mistero; la politica non fa eccezione e una seria organizzazione politica non può essere atea, solo un raggruppamento effimero.
L'impegno politico del marxismo ateo, conformandosi quale movimento continuato con aspirazioni o caratteri di regime intellettuale, è una illusione per chi lo protrae ed un inganno per chi vi aderisce. Si tratta di una invasione nell'agone politico e proprio un invasore era Stalin, che a differenza di Hitler era dedito a violenze senza aspirazioni di vera politica: una intromissione che segnalava, per il fronte occidentale della Seconda Guerra Mondiale, W. Churchill.
Quel che di fatto è stato tentato da S. Žižek e dagli altri come lui, le loro opere di pubblicistica, non sono definibili neanche scritti corsari ma manifestazioni di confusione subculturale, dietro o attraverso cui agiscono poteri alieni che vogliono profittare della fine dell'Occidente e, ai nostri giorni, distruggere i poteri del Settentrione del Mondo.
La Cancel Culture rappresenta ufficialmente - avrebbe voluto continuare ad agire all'oscuro, ma fu portata in evidenza - l'istanza distruttiva e lascia intravedere ciò che vuol farsi grande in forza della fine.
Dietro l'ateismo marxista, cha ha fortissimo effetto di cancellazione culturale, incombono poteri religiosi estranei a noi, che non si sono proposti secondo la necessaria correttezza di rapporti umani e universali.


MAURO PASTORE