Lettera a chi muove i fili dell'umanità

Aperto da Aspirante Filosofo58, 16 Dicembre 2024, 20:04:47 PM

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iano

#30
Citazione di: Adalberto il 01 Marzo 2025, 11:21:58 AMTranslator
 
 
Ciao Iano, conoscevo l'internet delle cose, ma non OT , tecnologia operativa: mi sembrano imparentate,  ma approfondirò meglio poi, che oggi è giornata intensa e confusa.
Desideravo però soffermarmi un attimo sulle immagini, che implicano un processo mentale simbolico, basato sulla  somiglianza  di una caratteristica che viene interpetata (confusamente o lucidamente secondo i soggetti) come una identità d'essenza.
In pratica è il processo onirico, ovvero quello che mi sembrava il "sistema operativo" di base che ipotizzavo fosse emerso per primo nella nostra mente o agli albori della nostra coscienza. Noi come umanità e anche noi nelle prime fasi della nostra esistenza più o meno attraversiamo questa fase iniziale.
Il processo mentale innescato dalla parola sonora e poi da quella scritta, mi sembra invece che giochi sull'ambiguità di un doppio binario. Da una parte subisce la medesima logica simbolica delle immagini (dopotutto la parola è suono immaginifico di una cosa) mentre dall'altra sviluppa  un percorso più stretto in cui una parola non può essere anche l'altra solo per una qualche simpatia magica. E' un percorso che porta ad una logica razionale più vicina ai concetti della geometria o della matematica di cui so poco o nulla e quindi mi fermo qui.


Non saprei cosa risponderti, ma leggendoti ho fatto la seguente riflessione:
- Il sogno sta alla visione come il pensiero sta al parlare, siccome che uno è cieco e l'altro è muto. -

In ogni caso tenderei a riferire il pensiero alle sole parole.
Vedere ,disegnare, parlare e scrivere, sono ''tecniche'', mentre tradurre una cosa nell'altra è arte.
Eienstein: ''Dio non gioca a dadi''
Bohr: '' Non sei tu Albert, a dover dire a Dio cosa deve fare''
Iano: ''Perchè mai Dio dovrebbe essere interessato ai nostri giochi?''

iano

#31
La traduzione produce coscienza, e da qui in poi la traduzione diviene atto volontario.
Vedo sulla parete di una caverna ciò che non c'è, ricalcandolo, e ciò mi consentirà  di segnare ciò che c'è.
La tecnica della visione che accidentalmente si esterna diventa l'arte di rappresentare la realtà.
Il disegno si stilizza diventando simbolo che sta per esso, e quindi indirettamente per la realtà a cui esso stava, in un processo di progressiva astrazione nel quale il simbolo acquista una indipendenza che gli consentirà di stare per qualunque altra cosa diversa da quella da cui è derivato.
Un operazione che ammette l'inverso.
Se il simbolo può stare per la realtà, con i simboli si possono creare realtà, dove si potrebbe pensare che uno dei due processi venga fondamentalmente prima, ma mi sembra più interessante non assegnare priorità preconcette, per quanto ovvie possano apparirci.
L'uovo non ha dubbi su chi sia venuto prima.
Il dubbio è della gallina.
L'uomo non è un animale intelligente.
Lo si capisce da come guarda le galline. :))
Eienstein: ''Dio non gioca a dadi''
Bohr: '' Non sei tu Albert, a dover dire a Dio cosa deve fare''
Iano: ''Perchè mai Dio dovrebbe essere interessato ai nostri giochi?''

Gyta

#32
" [..]immorale è l'intera epoca moderna " (green demtr)

Io penso che dio si trovi attraverso la pace.
La strada verso dio, sempre a mio avviso, non è un percorso di sofferenza.
La sofferenza è una lotta interiore verso la comprensione.
La pace e la gioia autentica portano come frutto quei valori umani a cui presumo tu ti riferisca.
Chi comprende non ha bisogno di rispettare leggi morali perché vengono come semplice frutto della comprensione.

Che tu sia cristiano, musulmano, indù o buddista, non sono i riti ed il rispetto verso le leggi religiose che portano a dio
ma la comprensione che porta alla pace che inderogabilmente si traduce in quelle sue stesse leggi intrinseche,
per chi quella pace l'ha realizzata per davvero interiormente.

L' "epoca moderna" non è immorale o priva di virtù o leggi ma semplicemente estremamente confusa.
Ma non è solo un problema di questa epoca ma dell'essere umano.
La sofferenza può essere un mezzo per giungere alla comprensione ma anche la gioia. Anche la confusione.
Ogni situazione ogni esperienza può essere usata come mezzo per giungere alla comprensione ed alla pace.

Non esiste l'immoralita', esiste la sofferenza: c'è chi ne è cosciente e cerca una strada di liberazione e chi non ne è cosciente affatto
e spesso produce molto male al prossimo senza nemmeno rendersene veramente conto.

Ottundimento e la stupidita' che causa il male possono essere vinti se ognuno di noi li vince in se medesimo. Anche se appare più facile individuare tale stupidita' fuori di noi.

"Prima di autodiagnosticarti la depressione o la bassa autostima,
assicurati di non essere circondato da idioti"

green demetr

Citazione di: Gyta il 03 Marzo 2025, 15:45:37 PMOttundimento e la stupidita' che causa il male possono essere vinti se ognuno di noi li vince in se medesimo. Anche se appare più facile individuare tale stupidita' fuori di noi.
La stupidità è frutto dell'immoralità.
Infatti chi non pensa, e questa epoca non pensa, farà solo guerra, perchè non conosce la morale.
Tu affermi che solo la pace sia la morale.
Ma la pace non è una morale.
Ti faccio l'esempio evidente: anche gli ebrei aspettano il salvatore, ma essi ritengono che esso verrà solo quando vi sarà pace in tutto il mondo.
Che vorrebbe dire che l'intera umanità abbia studiato la bibbia.
In un epoca dove esiste ancora il corano la guerra sarà sempre presente.
Idem per le filofie-religioni orientali che non pensando, permattono la guerra.
La guerra è frutto della stupidità, e la stupidità è semplicemente mancanza di conoscenza.
La mancanza di conoscenza è dovuta alla mancanza di morale.

Vedi anche io ho lungamente pensato che la pace è dentro di tutti, ma è evidente che non è così.
Per poter produrre pace bisogna studiare la bibbia ebraica.
Va  bene anche la versione cristiana.
Non vi sono altre vie.
(o meglio c'è anche quella cinese dei vari zhang qualcosa, non dico che non dovremo leggere pure quella in futuro, ma da occidentali cominciamo a studiare le nostre di radici).

Io ormai me ne sono convinto. Troppo poco fidarsi della bontà degli altri.
Sopratutto in questi tempi, dove satana trionfa.

Troppo poco anche far finta di niente e vivere nell'atarassia orientale.
In fin dei conti la GITA è uno degli esempi, dove la guerra è richiesta.
Dio vuole la guerra.
E' nel nostro karma DOVERLA affrontare, persino il grande Arjuna non voleva.
Ma poi la fece.
La guerra all'immoralità, e a chi la porta avanti. Ovviamente.
Non le guerre dei poveri per il puro piacere dei tiranni di ogni tempo.
Melancholia

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