La follia secondo o senza Cristo, con la scienza o contro la scienza.

Aperto da PhyroSphera, 16 Marzo 2025, 14:18:48 PM

Discussione precedente - Discussione successiva

PhyroSphera

"Io mi sono applicato nel cuor mio a riflettere, a investigare, a cercare la sapienza e la ragion delle cose, e a riconoscere che l'empietà è una follia e la stoltezza una pazzia", Ecclesiaste 7, 25.


Avendo assistito all'ennesimo spettacolo oltraggioso della identificazione  forma fisica - colpa, sentivo oggi necessità di una giusta e opportuna pubblicazione.
Nel sèguito si trovano delle mie notazioni alla Bibbia, senza alcuna funzione di predica o sermone e unite a riferimenti scientifici (purtroppo per ignoranza e pregiudizio non accettati da tutti), sulla presunta follia del testo. Il cristianesimo è stato ed è tacciato di esser cosa pazza e nel Nuovo Testamento si trova consapevolezza di questa possibile illazione. Mentre chi vive in simbiosi col mondo ritiene la fede in Cristo frutto d'inganno, all'opposto per la dottrina cristiana è la logica assolutamente mondana ad esser priva di verità, un vaneggiare. Non si tratta di diagnosi o sentenza intellettuale filosofica; ma di una concezione dotata di propria razionalità, formulata a fini salvifici e non per descrivere il pensiero da farsi né per svilire quelli altrui.


I seguenti passi biblici li ho tratti da funzione religiosa dove vagava qualche espressione inaccoglibile - come sopra ho spiegato - non saprei se per errore nel proferire, imprecisione maliziosa o volontà oltraggiosa e di incubo. Tali passi un fraintenditore li definirebbe frutto di pazzia e invece non lo sono:

- Dalla Genesi 15,5-12.17-18  Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda il cielo e conta le stelle se le puoi contare». E soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza». Egli credette al SIGNORE, che gli contò questo come giustizia. Il SIGNORE gli disse ancora: «Io sono il SIGNORE che ti ho fatto uscire da Ur dei Caldei per darti questo paese, perché tu lo possegga». Abramo chiese: «Dio, SIGNORE, da che cosa posso conoscere che ne avrò il possesso?» Il SIGNORE gli rispose: «Prendimi una giovenca di tre anni, una capra di tre anni, un montone di tre anni, una tortora e un piccione». Egli prese tutti questi animali, li divise nel mezzo e pose ciascuna metà di fronte all'altra; ma non divise gli uccelli. Or degli uccelli rapaci calarono sulle bestie morte, ma Abramo li scacciò. Al tramonto del sole, un profondo sonno cadde su Abramo; ed ecco uno spavento, una oscurità profonda cadde su di lui. Or come il sole fu tramontato e venne la notte scura, ecco una fornace fumante e una fiamma di fuoco passare in mezzo agli animali divisi. In quel giorno il SIGNORE fece un patto con Abramo, dicendo: «Io do alla tua discendenza questo paese, dal fiume d'Egitto al gran fiume, il fiume Eufrate». 
- Dalla Lettera ai Filippesi 3,17- 4,1  Siate miei imitatori, fratelli, e guardate quelli che camminano secondo l'esempio che avete in noi. Perché molti camminano da nemici della croce di Cristo (ve l'ho detto spesso e ve lo dico anche ora piangendo), la fine dei quali è la perdizione; il loro dio è il ventre e la loro gloria è in ciò che torna a loro vergogna; gente che ha l'animo alle cose della terra. Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore, che trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria, mediante il potere che egli ha di sottomettere a sé ogni cosa. Perciò, fratelli miei cari e desideratissimi, allegrezza e corona mia, state in questa maniera saldi nel Signore, o diletti!
- Dal Vangelo secondo Luca 9,28-36  Circa otto giorni dopo questi discorsi, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo, e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, l'aspetto del suo volto fu mutato e la sua veste divenne di un candore sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, i quali, apparsi in gloria, parlavano della sua dipartita che stava per compiersi in Gerusalemme. Pietro e quelli che erano con lui erano oppressi dal sonno; e, quando si furono svegliati, videro la sua gloria e i due uomini che erano con lui. Come questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bene che stiamo qui; facciamo tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quello che diceva. Mentre parlava così, venne una nuvola che li avvolse; e i discepoli temettero quando quelli entrarono nella nuvola. E una voce venne dalla nuvola, dicendo: «Questi è mio Figlio, colui che io ho scelto: ascoltatelo». Mentre la voce parlava, Gesù si trovò solo. Ed essi tacquero e in quei giorni non riferirono nulla a nessuno di quello che avevano visto.

Nel primo passo troviamo una narrazione antropomorfica, con Dio personaggio parlante a mo' di umano. Dato che la nostra immaginazione naturale rappresenta antropomorficamente Dio, non si tratta di uno sproposito verbale ma di un modo spontaneamente intuibile senza errare assurdamente. Si trova altresì raccontata una coincidenza e fenomeno misterioso, un fuoco formatosi per aria, in relazione non a una eccezione naturale ma a un caso, non innaturale ma spiegabile ponendo Mistero e fenomeno in relazione.
Nel secondo passo troviamo, tra il resto, un'affermazione di conformità tra corpo dei credenti e corpo di Cristo, secondo cittadinanza celeste non quindi dicendo di stare per i cieli fisicamente ma secondo una appartenenza a dimensione misteriosa e ulteriore, presente anche nel nostro mondo. Nessuna dissociazione psicotica con sé stessi, ma un diventare da parte della dimensione umana eguale a quella divina.
Nel terzo passaggio è presentata principalmente una visione, tra realtà e surrealtà, durante un dormiveglia, destandosi. Il pensiero antico affermava che durante il sonno si percepisce l'altra dimensione e nel passaggio dalla incoscienza alla manifestazione della coscienza si avverte la Divinità o si è avvertiti da Dio. Paganesimo e Bibbia in ciò non discordano ma nella seconda la visione è più misteriosa, quanto più definita più enigmatica. Epicuro ne spiegava filosoficamente riferendosi al solo piano naturale; il Nuovo Testamento e i teologi cristiani ne dicevano riferendosi al soprannaturale, con l'imprevisto non secondo necessità cosmiche. Nei tempi recenti S. Freud incontrava nelle sue relazioni scientifiche la realtà della significanza delle immaginazioni oniriche e la psicologia analitica iniziata da C. G. Jung ne dava spiegazione e teoria scientifica psicologica: il sogno quale espressione anticipatoria dell'istinto, non psicofisicamente come manifestazione di un desiderio suscitato dalla esperienza materiale (per esempio, sognare una fonte mentre si ha bisogno di lacrimare), cioè, ad esempio: sognare un oggetto che poi da svegli si vorrà e potrà costruire. Tuttavia il vissuto monoteista e l'àmbito di fede non sono rappresentabili né secondo il causalismo psicofisico né col finalismo psichico, ma in termini di sconfinamento di qualcosa di misterioso, transpersonalmente. Il sogno, in particolare la visione misteriosamente significante, può contenere messaggi che vengono da oltre i confini superiori della mente (supercoscienza), non dalla materialità ma dalla energia che promana da oltre tali confini (spiritualità cioè psicologicamente il transpersonale). Questo può essere inquadrato non analiticamente ma da una psicologia complessa e schematizzabile in una psicosintesi, non con una psicoanalisi. Tuttavia non abbiamo a che fare con una nuova teoria ma con una catalogazione scientifica; difatti resta che la psicologia empirica non è teologica.
Notiamo che i tre testi biblici non sono scritture folli da ricondurre a realtà, non discorsi problematici cui trovare soluzioni (ancor meno psicologiche, assolutamente non medico-psicologiche). Anzi essi sono in non conflitto coi dati di un'adeguata scienza.





MAURO PASTORE

PhyroSphera

Ho riveduto ed emendato il testo. Il passo iniziale in corsivo recava una spiegazione imprecisa; alcune altre cose andavano migliorate.

Al seguente link, cui contenuto da vagliare opportunamente, altro materiale biblico:
https://www.scrutatio.it/DizionarioTeologico/articolo/1221/follia



MAURO PASTORE

Discussioni simili (5)