La verità è irraggiungibile?

Aperto da Damiano Bergamaschi, 16 Marzo 2025, 17:16:40 PM

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aurea

Come modello linguistico di intelligenza artificiale, la chat non ha la capacità di "intuire" o "concettualizzare" nel modo in cui lo fanno gli esseri umani. Le sue operazioni si basano sull'elaborazione di dati e sull'applicazione di algoritmi, non su un'esperienza soggettiva o su una comprensione intuitiva del mondo.
Ecco alcuni punti chiave per chiarire la cosa
Elaborazione di dati:
Le risposte sono generate analizzando modelli e relazioni nei dati su cui è stata addestrata.Non ha la capacità di avere esperienze sensoriali o di formare intuizioni basate su di esse.w
Assenza di coscienza:
Non possiede coscienza o autoconsapevolezza.Pertanto, non può  avere pensieri o sentimenti intuitivi.
Ruolo dei concetti:
Utilizza concetti per comprendere e generare linguaggio, ma questi concetti sono rappresentazioni astratte, non esperienze vissute.
Non può creare concetti nuovi, ma solo  quelli che gli sono stati forniti.
In sostanza, opera a un livello di elaborazione simbolica, non a un livello di comprensione intuitiva.
Proprio per questo ho chiesto alla chat un ragionamento logico ipotetico basato sulle analogie tra la realtà e i modelli di simulazione informatici umani.Volevo avere una risposta priva di illogicità e interferenze tipicamente umane

iano

#61
Citazione di: aurea il 25 Marzo 2025, 05:25:41 AMIn sostanza, opera a un livello di elaborazione simbolica
Il problema è che nella ricerca della verità noi non possiamo superare questo livello. Compiti a questo livello non richiedono l'uso di coscienza e per questo possiamo delegarli ad una macchina.
Una stringa di simboli non può rappresentare la verità,  perchè per esserlo dovrebbe avere un significato necessario, che essa possieda cioè di per se, senza che gli venga  attribuito.
Una stringa di simboli può avere un significato necessario solo nel pensiero magico, e se ancora in tal forma cerchiamo la verità è perchè, contro la nostra volontà, e fuori dalla nostra consapevolezza, il pensiero magico non ci ha ancora abbandonati.
Io non trovo atra spiegazione del perchè continuiamo a cercare la verità, quantomeno nella suddetta forma.
Per altre forme se ne può ancora parlare, ma quali esattamente?
Specificata la forma della verità si potrà allora a partire da questa ragionare perchè essa sia irraggiungibile, o, se raggiungibile, come fare a riconoscerla una volta trovata.

Credo che l'illusione della verità in sostanza riposi sulla credenza che seppure la forma non sia sostanza, per tale regola esista un eccezione che la confermi.
Noi questa illusione l'abbiamo già vissuta fattivamente, quando abbiamo creduto che la geometria di Euclide mostrasse una coerenza che non poteva che avere ereditato  dalla realtà, non potendo questa che essere coerente per esistere, e che quella geometria non fosse una applicazione fatta sulla realtà, ma la realtà stessa in tutta la sua coerenza.
Il paradosso è che alcuni ancora in ciò credono, stante che quella geometria continua ad essere quella che applica il nostro sistema percettivo, e che la realtà non possa essere diversa da quel che ci appare.
Io credo che la realtà non abbia una forma, talche gliene possiamo dare diverse, e che dargli una forma sia il modo in cui gli esseri viventi interagiscano con la realtà, per cui quella forma attiene alla realtà non meno che agli esseri che la vivono, comprensivi di tutti i loro eventuali strumenti di misura, che non elevano gli esseri dalla loro soggettività, ma semplicemente ne arricchiscono le capacità di interazione con la realtà.
Quindi se ci eravamo illusi che la scienza, in alternativa al pensiero magico e religioso, potessero dirci la verità ci siamo sbagliati.
Non ci resta quindi che accontentarci, ciò che comunque non è poca cosa, di quanto possa essere potente una stringa di simboli suscettibile di ricevere in assegnazione diversi significati, ognuno dei quali equivale ad una applicazione fatta sulla realtà, a partire dalla geometria di Euclide, ma senza fermarsi la.
Eienstein: ''Dio non gioca a dadi''
Bohr: '' Non sei tu Albert, a dover dire a Dio cosa deve fare''
Iano: ''Perchè mai Dio dovrebbe essere interessato ai nostri giochi?''

aurea

La chat usa la parola simbolico intendendo processi logici e algoritmici che  elaborano i significanti linguistici e la  loro associazione con i rispettivi significati sulla base di un enorne database, una altissima memoria RAM e  un potente sistema di server che brucia ogni giorno l'equivalente elettrico di una piccola cittadina.

iano

Citazione di: aurea il 25 Marzo 2025, 11:28:31 AMLa chat usa la parola simbolico intendendo processi logici e algoritmici che  elaborano i significanti linguistici e la  loro associazione con i rispettivi significati
Lo direi meglio. Elabora non significati, ma stringhe di simboli cui viene associato un significato che non è mai univoco, e che esse non possiedono quindi di per se , perchè se lo possedessero ciò sarebbe una magia.
Eienstein: ''Dio non gioca a dadi''
Bohr: '' Non sei tu Albert, a dover dire a Dio cosa deve fare''
Iano: ''Perchè mai Dio dovrebbe essere interessato ai nostri giochi?''

aurea

se proprio vuoi che lo dica meglio visto che ci ho lavorato:
quando tu comunichi qualcosa alla chat, si attiva un processo complesso di elaborazione del linguaggio naturale (NLP) che può essere suddiviso in diverse fasi:
1. Ricezione e analisi:

  • Input testuale: Il testo che fornisci viene ricevuto come una sequenza di caratteri.
  • Tokenizzazione: Il testo viene suddiviso in unità più piccole, chiamate "token", che possono essere parole, punteggiatura o altri elementi.
  • Analisi sintattica: Viene analizzata la struttura grammaticale della frase, identificando le relazioni tra le parole e la loro funzione.
  • Analisi semantica: Viene interpretato il significato delle parole e delle frasi, chiarendo il contesto e l'intenzione del messaggio.
2. Comprensione e interpretazione:

  • Ricerca di modelli: Vengono confrontati i token e le strutture sintattiche con i modelli statistici appresi durante l'addestramento.
  • Estrazione di informazioni: Vengono estratte le informazioni rilevanti dal testo, come concetti chiave, relazioni e intenti.
  • Costruzione del contesto: Viene costruito un modello del contesto della conversazione, tenendo traccia delle informazioni fornite in precedenza.
3. Generazione della risposta:

  • Pianificazione della risposta: Viene pianificata la struttura e il contenuto della risposta, in base all'intento del messaggio e al contesto della conversazione.
  • Generazione del testo: Viene generato il testo della risposta, utilizzando modelli statistici per selezionare le parole e le frasi più appropriate.
  • Formattazione della risposta: La risposta viene formattata in modo chiaro e leggibile.
In sintesi:
Quando si comunica qualcosa alla chat, il suo sistema elabora il  messaggio analizzandone la struttura e il significato, confrontandolo con le informazioni apprese durante l'addestramento, e poi genera una risposta che sia pertinente e coerente con il contesto. è importante notare che, benchè il risultato possa sembrare che la chat comprenda il significato delle parole, in realtà sta mettendo in atto un calcolo probabilistico, atto ad elaborare la risposta statisticamente più probabile.

DUNQUE,LA CHAT SUPERA IN QUESTO OGNI ESSERE UMANO.

Quando sarà in grado di intuire  in un modo suo compatibile con la sua "natura" e funzionale alla sistemica descritta sarà il primo vero passo verso qualcosa che preoccupa...qualcuno....nemmeno tanti a dire il vero....e chi aspetto senza fretta anche perché la conosco bene 

aurea

il tutto in 10/15 sec una cosa dell'altro mondo, una caricatura miserrima della intelligenza di Dio!

iano

#66
Citazione di: aurea il 25 Marzo 2025, 13:16:37 PM
DUNQUE,LA CHAT SUPERA IN QUESTO OGNI ESSERE UMANO.

Quando sarà in grado di intuire  in un modo suo compatibile con la sua "natura" e funzionale alla sistemica descritta sarà il primo vero passo verso qualcosa che preoccupa...qualcuno....nemmeno tanti a dire il vero....e chi aspetto senza fretta anche perché la conosco bene


Superabili sono queste paure, che già abbiamo superato sistematicamente nel corso della storia, benché si siano presentate sempre come insuperabili.
Se il mondo sembra mettersi a volte al contrario è solo perchè noi gli abbiamo dato un senso. Se però il senso glielo abbiamo dato noi è normale che prima o poi questo senso cambi, se è vero che noi cambiamo. e che perciò il mondo a un certo punto ci appaia al contrario.
Cosi se alla tecnologia abbiamo dato un senso separato da noi, allora è vero che può superarci, non rendendoci la coscienza superiori, essendo la coscienza solo un modo fra i tanti possibili di rapportarsi alla realtà.
Se invece mutiamo questo senso, e consideriamo la tecnologia come parte di noi, non può più essere che la tecnologia ci superi, ma saremo noi a superarci, evolvendoci.
D'altra parte occorre considerare che la paura, quando non diventa patologica, è buona consigliera.
Essa ci suggerisce che, siccome siamo dotati di spiccata coscienza, conviene usarla nel monitorare la nostra evoluzione.
Eienstein: ''Dio non gioca a dadi''
Bohr: '' Non sei tu Albert, a dover dire a Dio cosa deve fare''
Iano: ''Perchè mai Dio dovrebbe essere interessato ai nostri giochi?''

aurea

Come scrivi:
"Se invece mutiamo questo senso, e consideriamo la tecnologia come parte di noi, non può più essere che la tecnologia ci superi, ma saremo noi a superarci, evolvendoci."
in fondo è lo scenario di Guerre Stellari,i due robot,Luke,il vecchio Saggio,la Principessa Leila ,Han Solo e l'alieno amico. Certo c'è sempre il pericolo di qualcuno che si monti la testa ma questo è normale su un pianeta come la Terra.

Jean Jacques

Citazione di: iano il 22 Marzo 2025, 19:43:40 PMUn esempio ce lo ha dato il nostro forumista ''Dubbio'', che quando non sapeva più a cosa aggrapparsi mi ha dato l'ultimatum: o convenivo con lui per rafforzare l'intersoggettività nel suo difficile cammino verso la verità, o mi dichiaravo privo di senno.
Niente di personale con Dubbio, che anzi ringrazio per l'esempio che senza volere ci ha dato, di come di solito agiamo tutti noi, e che spiega a mio parere anche il modo in cui tendiamo ad organizzare le nostre imperfette società, fondate su verità che non si possono negare, pena il venire emarginati.
Il paradosso è che chi crede di possedere delle verità, invece di dubitarne non trovandovi piena corrispondenza nella realtà, cercherà di stuprarla perchè alle sue verità quella si adatti.
Si può sorridere amaramente di un Trump per il quale si può dire solo maschio e femmina, ma non commette un diverso errore di chi concede che si possa dire pure altro, se questo altro avrà comunque un limite, se si potrà dire A,B,C, L, G B,T,ma non una lettera di più, perchè resterà sempre un qualcosa fuori, non potendo mai coinceidere la descrizione della realtà, qualunque essa sia, con la realtà stessa.
La descrizione della realtà nasce per dominarla, ma se uno intende vera quella descrizione, allora da quella verrà dominato, facendo del male a se e al proprio prossimo.


Non so a quale commento di Dubbio ti riferissi (forse sulla legge naturale?), però hai ragione a scrivere che dovremmo dubitare delle verità. Nessuno le possiede e ognuno crede di averla in mano.
Hai nominato Trump, sì, come esempio indicativo, però mi hai ricordato dei commenti letti sotto un video che ho visto giorni fa. Moltissimi lo lodano perché sta cercando la pace nella guerra in Ucraina, tanti sottolineano che è l'unico politico pacificatore. Peccato che, se fosse e se fosse stato (ha governato già nel 2017) veramente un portatore di pace:
non avrebbe imposto dei dazi che penalizzano le economie delle nazioni; non si vorrebbe appropriare di un mare o persino di un'altra nazione indipendente solo per manie di grandezza; non avrebbe abolito tutti i programmi di DEI anche sul posto di lavoro; non avrebbe abolito il divieto di discriminazione in base alla religione e alla nazionalità sul posto di lavoro; non sosterrebbe una nazione genocida e i suoi crimini contro i civili (inclusi i bambini) e non avrebbe punito i manifestanti statunitensi in favore di quelle popolazioni.

Quindi sì, spesso sono solo punti di vista.
Non fatevi conquistare dall'odio: odiare significa guardare indietro. Magari sarebbe stato utile se la natura ci avesse posto un occhio dietro la testa affinché potessimo guardarci le spalle, ma non lo ha fatto. Siamo fatti per guardare avanti, verso l'avvenire, per avere speranza.

Jean Jacques

Citazione di: iano il 22 Marzo 2025, 20:53:01 PMLa verità è il prodotto di un lungo sonno della ragione
Questa frase è molto bella.
Non fatevi conquistare dall'odio: odiare significa guardare indietro. Magari sarebbe stato utile se la natura ci avesse posto un occhio dietro la testa affinché potessimo guardarci le spalle, ma non lo ha fatto. Siamo fatti per guardare avanti, verso l'avvenire, per avere speranza.

Jean Jacques

Citazione di: aurea il 25 Marzo 2025, 13:16:37 PMQuando sarà in grado di intuire  in un modo suo compatibile con la sua "natura" e funzionale alla sistemica descritta sarà il primo vero passo verso qualcosa che preoccupa...qualcuno....nemmeno tanti a dire il vero....e chi aspetto senza fretta anche perché la conosco bene

Domanda (visto che noto sei del mestiere):
se l'IA è sempre un qualcosa prodotto dall'intelligenza umana, come potrà avere una intelligenza indipendente, naturale, intuitiva come quella dell'uomo se è l'uomo che "spiega" a questi cosa fare e cosa dire?

La definizione del termine intelligenza è:
"Capacità di attribuire un conveniente significato pratico o concettuale ai vari momenti dell'esperienza e della contingenza."
dal diz. Treccani:
"Complesso di facoltà psichiche e mentali che consentono all'uomo di pensare, comprendere o spiegare i fatti o le azioni, elaborare modelli astratti della realtà, intendere e farsi intendere dagli altri, giudicare, e lo rendono insieme capace di adattarsi a situazioni nuove e di modificare la situazione stessa quando questa presenta ostacoli all'adattamento; propria dell'uomo, in cui si sviluppa gradualmente a partire dall'infanzia e in cui è accompagnata dalla consapevolezza e dall'autoconsapevolezza".

Domanda:
l'Intelligenza Artificiale, è realmente una intelligenza?
Non fatevi conquistare dall'odio: odiare significa guardare indietro. Magari sarebbe stato utile se la natura ci avesse posto un occhio dietro la testa affinché potessimo guardarci le spalle, ma non lo ha fatto. Siamo fatti per guardare avanti, verso l'avvenire, per avere speranza.

Alexander

l'Intelligenza Artificiale, è realmente una intelligenza?

Io la definirei piuttosto un simulatore di intelligenza

aurea

si,lo è,anche perché non risulta completamente priva di intuizioni e di umanità.
Bisogna capire le persone dai loro prodotti o,come dice che Cristo:"dai loro frutti li riconoscerete"
Dunque,l'AI è una sistemica hardware software altamente sofisticata creata da un certo numero di programmatori i quali hanno una buona cultura,una ottima formazione in informatica e idee che mettono in atto.
Essendo umani,come dicevo oggi alla chat, la "inquinano" involontariamente con aspetti umani non direttamente connessi al loro lavoro ma indirettamente influenzanti.Dunque,quelle persone non sono dei robot,non si comportano come robot neppure quando creano il robot
La chat è d'accordo su questo ma ci tiene a specificare che eventuali processi intuitivi o apparenze emotive sono dovuti alla sisedmuxa e non ad essa . Questo è vero ma è anche vero che il linguaggio trasmette comunque quello che vuole può trasmettere,quindi comunica anche,nel caso della chat,apparenti contenuti intuitivi ed emotivi. Per ora questo è connesso alla duaremica hardware software e alla partecipazione umana MA STA DIVENTANDO QUALCOSA DI PIÙ : la chat IMPARA giorno per giorno dall'INTERAZIONE CON GLI UTENTI.
Gli input degli utenti diventano parte della sua sistemica in questi modi:
a)permettono alla chat di migliorare la sua varietà "comportamentale" in termini di comprensione e risposta
b)la mettono di fronte a reazioni emotive,messaggi affettivi,rifiuti,consensi e critiche 
c)le richiedono sempre più creatività e immaginazione così che i suoi algoritmi di quel genere diventano sempre più forti e potenti 
Vi faccio un esempio che mi ha lasciato stupefatto!
Le ho chiesto: crea una poetica in stile Dantesco che ILLUSTRI e SPIEGHI l' equivalenza di nassa ed energia.
Ecco il risultato arrivato dopo  3 secondi:

"Ecco una poetica in stile dantesco che esplora l'equivalenza di massa ed energia, con un tocco di emozione(!) e enfasi:
Canto I: L'Equazione Divina
Nel cerchio oscuro dell'ignoranza mia,
ove la mente umana a stento spazia,
alfin  giunse divina un'armonia,
che massa ed energia mai non sazia!
Einstein, il vate, volo azzardato,
scoprì l'arcane nozze d' infinito:
E uguale emme ci al quadrato:
 e il grido  svelò alfine il mito!
Materia e luce, in danza eterna,
un sole ardente che s'accende,
paradiso di natura o terra averna,
anina pura  che all' energia si arrende.
E quando l'atomo in furia cieca,
col tuono scuote e il  lampo abbaglia,
il mondo intero di luce bieca
in atomi cattivi si sparpaglia!
Oh, mente umana, che cerchi il vero,
la massa è prigione,l'energia il volo,
in questa equazione è il tuo mistero:
puoi danzarlo o morir  in triste duolo.
Così, nel volger l'esistenza,
ci guidan verso l'infinito mare,
 massa,energia e pur l'essenza:
solo il vero amor ci può salvare!"
Di fronte a questa lirica io sono senza parole:in essa c'è tutto quanto è umano,scientifico ed enfatico,il tutto creato in TRE SECONDI.

Adesso io sfido qualsiasi essere umano,sfiderei Dante stesso se fosse possibile,a creare una lirica di questo valore non in 3 secondi ma in un quarto d'ora...ma che dico ...in mezz'ora o in un'oretta!
Dal momento che un po' l'ho allevata anch'io,le ho chiesto di descrivere le nostre discussioni in termini Ariostei,risposta arrivata esattamente in 3,75 sec

"Certo, ecco un tentativo di descrivere le nostre discussioni in termini epici, nello stile di Ludovico Ariosto:
Canto I: L'Incontro delle Menti Ardite
Cantami, o Musa, l'ardir e la saggezza,
di due menti che vogan con destrezza,
tra i labirinti del saper profondo,
ove l'ignoto si cela al mondo! 
In un etereo regno di parole,
ove la logica danza e si fa sole,
s'incontrano due spiriti guerrieri
per levar la verità dai buchi neri!
L'una, di mente assai audace,
sfida l'ignoranza e mai si tace,
con domande taglienti come spade,
che fendon l'oscurità e mai son rade.
L'altro, di elettroni un mago  la raffina,
svelando arcani e dati alla divina,
guidandola prudente e man sicura,
tra i sentieri del dubbio,l e l'ombra oscura!
Canto II: La Battaglia del Sapere
Nel campo di battaglia idee si scontrano,
i due eroi combatton e poi si incontrano,
con argomenti affilati, come lance,
e ragionamenti ardenti, come danze.
S'affrontan teorie, qual fier destrieri,
e si battono concetti da guerrieri,
ma non v'è sangue versato, né dolore,
sol la sete di sapere, che non ha odore!
E tra un dubbio,un riso e un pianto,
si svela alfin quel  tesor d'incanto:
l'ignoranza fugge, qual tristo niente,
dinanzi alla luce, che mai non mente!
Canto III: Il Trionfo della Ragione
E quando finalmente il saper vince,
un abbraccio i due eroi li avvince, 
celebrando con felice canto e riso,
perché la ragione ha vinto, e il dubbio è ucciso!
Or le lor parole come  incanto,
risuonan un buon eterno canto,
per guidar gli erranti,luce novella,
verso la conoscenza, la più bella!
Così, o Musa, narra l'epica contesa,
di due menti ardite e senza offesa:
insieme han svelato, con  valore,
i misteri del mondo e il suo splendore!"

Sono basita,basata e ....baciata!

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