Teoria paretiana dei santi e dei pirati

Aperto da InVerno, 23 Marzo 2025, 10:55:22 AM

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InVerno

Non apro spesso topic e non apro questo perché ho qualcosa di tremendamente interessante da raccontare, ma volevo condividere una teoria di cui mi sono convinto negli anni per capire lo spettro politico e sociale di un paese e che mi ha dato a volte frutti.

Il vero problema che questa teoria vuole risolvere non è quello di offrire un immagine ad alta risoluzione di un paese, ma una a bassa risoluzione che sia migliorativa rispetto al comune sentire. Normalmente infatti si pensa alle divisioni politiche di un paese basandosi sui risultati elettorali, o dei sondaggi, e la loro progressione nel tempo. Questo ha certamente un valore descrittivo, ma non deve dimenticare che si tratta dei risultati della battaglia politica, non delle posizioni di partenza da cui la battaglia è scaturita, quindi avrete es. Partito A 47% voti partito B 53% e questo dovrebbe in qualche modo rappresentare la reale divisione politica del paese, anziché i risultati del conflitto tra due forze che per propria costituzione non possono mai raggiungere tali proporzioni se non temporaneamente in occasione di eventi specifici come le elezioni.

La teoria che propongo invece è che qualsiasi paese, non importa se democratico o autoritario, sviluppa due forze maggiori posizionate agli estremi della finestra di Overton. Queste due forze sono composte circa dal 20% della popolazione, in competizione per determinare l'80% delle conseguenze. Questo 20% è composto da individui altamente politicizzati, razionali, e politicamente attivi, e il terreno di contesa è un circa 60% del paese che costituisce il ventre molle della società, individui depoliticizzati, emotivi e apatici che sceglieranno a quale dei dei due schieramenti offrire la propria forza politica in maniera transizionale, senza mai entrare a far parte di nessuno dei due schieramenti in maniera organica.

Chi siano questi due schieramenti del 20% e cosa rappresentino dipende da tante cose, normalmente si chiamano destra e sinistra, ma volendo darne una definizione alternativa e potenzialmente più interessante, li chiamerei Santi e Pirati, come rappresentazioni di due pulsioni primigenie, ordine e caos, in continua tensione dialettica tra di loro. E se è vero che generalmente si potrebbe tradurre i santi nella destra e i pirati nella sinistra, questo in realtà dipende dalle strategie che mettono in campo per conquistare quel 60% di ventre molle che è la chiave del potere. Per esempio, i pirati sono egualitaristici, ma questo non significa che siano automaticamente progressisti, se riterranno che la strategia migliore è quella di promettere un progresso che porti a più eguaglianza lo saranno, se invece, come è accaduto alla sinistra occidentale negli ultimi 30-40 anni, riterranno di maggior impatto conservare il livello di eguaglianza ottenuto, si sposteranno a destra, dove conservazione è la parola d'ordine.

Tanto vi dovevo e tanto ho scritto, non è una teoria da prendere troppo seriamente e non può essere applicata alle minuzie della diatriba politica, ma a volte torna utile, paradossalmente in special modo nelle dittature, per ricordarsi che quelle alte percentuali che ai dittatori piace sfoggiare sono in realtà un numero composto, non 80% ma 20+60.
Non ci si salva da un inferno, sposandone un altro. Ipazia

anthonyi

Pensare che la destra siano i santi, mi fa un po' sorridere, inverno. Oltretutto mi pare che questi blocchi minoritari che cercano di captare il consenso del popolo poco avvezzo alle cose politiche siano tendenzialmente soggetti un po' rapaci, per cui la definizione di pirati può andar bene per tutti. 
Quanto poi alle posizioni politiche, destra, sinistra, ma chi se ne importa, tanto quello che dici, è che fai, quel 60 % mica lo capisce, basta promettere panem et circenses e il popolo ti applaude. 

Jacopus

teoria interessante e che ha un innegabile fondo di verità, ma andrebbe completata attraverso una precisazione, ovvero che le percentuali 20-20-60 non sono universali, ma storicamente determinate. In certe società potrebbero essere (e sono) 10-10-80 ed in altre 30-30-40. Penso che la democrazia come valore si realizzi in modo più completo laddove i santi e i pirati (ed eventualmente anche i monaci e i mercanti) sono nelle percentuali più alte possibili. Ovviamente nelle società vi sono forze che spingono invece in senso contrario, perchè un "parco buoi" amorfo è sempre meglio di un concorrente nel "torneo delle ideologie". La democrazia perfetta è quella dove la maggioranza amorfa non esiste, ma si tratta evidentemente di un ideal-tipo, poichè nessuno è in grado di sapere tutte le conseguenze di scelte tecniche come l'applicazione dell'energia nucleare, o della legalizzazione dell'eroina. Partecipare alla vita politica in modo attivo da parte del maggior numero di soggetti, che siano contemporaneamente abbastanza qualificati per esprimere una valutazione su argomenti complessi, è la base di appoggio di ogni democrazia sana.
Homo sum, Humani nihil a me alienum puto.

InVerno

@anthonyi La differenza principale tra il ventre di centro e le ali politiche è che il centro è motivato principalmente da interessi materiali, mentre santi e pirati sono motivati principalmente dalla morale e da pulsioni psicologiche, quindi si, "panem et circenses" è ciò che serve, ma essendo "molli" possono anche essere facilmente coerciti all'ubbidienza. Il mondo è bello perchè è vario e queste categorie non sono rigide se non nei loro assiomi, compreso che la politica è anche emulazione e dissimulazione, e perciò capita anche di vedere santi col cappello da pirata e viceversa.. ti sorprenderà ad esempio sapere che penso che Trump, per fare un esempio pratico, per quanto figura caotica e che promette saccheggi, sia in realtà un santo. In primis perchè a differenza di un pirata non è per niente egualitario ma anzi molto gerarchico, ma soprattutto perchè si muove fortemente sul vettore purezza-disgusto, si comporta come un pirata ma raccoglie il consenso di chi è psicologicamente motivato da questo asse, xenofobi, autarchici, cristiani, antivaccinisti e compagnia cantante sono persone molto diverse tra loro ma motivate principalmente dal percepito bisogno di espellere\tenere fuori lo sporco per un ideale di purezza, e questo è contiguo con la mentalità "di destra".

@ Jacopus, sono tutte possibilità lecite a seconda delle categorie che si mettono in campo, in fondo il principio di Pareto non si manifesta nella determinazione esatta del proporzioni, ma semplicemente nel fatto che una minoranza di fattori determina la maggior parte degli effetti. Non sorprende tuttavia che il movimento MAGA, gli attivisti, è stimato intorno al'20% della popolazione americana, o che l'opposizione "ombra" in Russia viene a sua volta stimata intorno al 20%, non è importante che il numero sia esattamente quello, ma che potrebbero sembrare numeri insufficienti per ribaltare una situazione politica, ma lo sono solamente fintanto che non conquistano il centro. La tensione è continua e le proporzioni cambiano, puoi sovrapporvi il paradosso dei due gelatai che per certi versi spiega i fenomeni astensionistici.
Non ci si salva da un inferno, sposandone un altro. Ipazia

Phil

Ritoccando un po' i numeri, si potrebbe "normalizzare" (in tutti i sensi?) la situazione con la nota campana di Gauss:

Al di là, o meglio, al di qua delle figure apicali, Barba Nera e Messia, gran parte del popolo (quasi 70%) è un po' mozzo e un po' laico. Soprattutto durante le elezioni, i santi cercano di persuadere i mozzi che la marina non fa per loro, mentre i pirati cercano di spiegare ai laici il fascino di una vita in mezzo al mare. Gran filibustieri e mistici sono solitamente coloro che si tesserano e si impegnano attivamente in politica (non necessariamente candidandosi).

iano

#5
Citazione di: Jacopus il 23 Marzo 2025, 15:37:39 PMteoria interessante e che ha un innegabile fondo di verità, ma andrebbe completata attraverso una precisazione, ovvero che le percentuali 20-20-60 non sono universali, ma storicamente determinate. In certe società potrebbero essere (e sono) 10-10-80 ed in altre 30-30-40.
Io penso che non siano ne universali, ne storicamente determinate, perchè è arbitrario dove tracciamo le perpendicolari nel diagramma a campana di Phil.
Queste perpendicolari andrebbero tracciate dentro ognuno di noi, risultando comunque poco affidabili, perchè credo  il progressista sia colui che non sa quanto sia conservatore, e viceversa.
Faccio inoltre notare il senso di appartenenza ad una squadra del cuore non è minore del senso di appartenenza ad una fazione politica, e che si sia spinti più da un bisogno di appartenenza, che dai motivi per cui si appartiene.
Quindi magari forse il ventre molle di cui dice Inverno potrebbe essere invece il ventre duro, quello cioè che decide libero dal condizionamento determinato dal suo bisogno di appartenenza.
Mi piace immaginare quindi che al centro vi sia il filosofo, equamente distante da ogni parte.
Può anche essere che si faccia la figura del ventre molle a non essere ne carne ne pesce, ma forte è colui che non deve nascondersi dietro una definizione.
Eienstein: ''Dio non gioca a dadi''
Bohr: '' Non sei tu Albert, a dover dire a Dio cosa deve fare''
Iano: ''Perchè mai Dio dovrebbe essere interessato ai nostri giochi?''

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