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Cristalli viventi

Aperto da Koba, 25 Febbraio 2025, 13:18:01 PM

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Koba

La terra inizia a scottarmi sotto i piedi quando una notte sogno di nuotare in un lago nero con un'acqua così ferma e densa che anziché affondare, quando smetto di muovermi cedendo alla sonnolenza e all'oblio, rimango sospeso in superficie.
Così faccio due più due e capisco che la mia analisi con il dott. Benway non sta funzionando – che altro potrebbe significare il fatto che anziché perlustrare le acque profonde rimango a galla come se fossi bloccato in uno strato gelatinoso? – e che quindi la cura per contrastare la mia metamorfosi, da uomo a minerale, non sta portando a niente.
Ma il tempo stringe. La notte percepisco strani mutamenti del corpo, con la pelle che in alcuni punti si fa liscia come una pietra levigata dallo scorrere perenne dell'acqua di un ruscello, e con nuove escrescenze e organi alieni che sembrano prepararsi a sbocciare, come fiori lussureggianti in una foresta di cristallo.

Mi precipito da Benway.
La sala d'attesa è vuota. Dallo studio non arrivano voci. Busso piano, poi entro. Non c'è nessuno. Sulla scrivania è posata una cartelletta con l'intestazione "Interzona Incorporated". Sfoglio velocemente quello che sembra essere un rapporto sugli effetti di un farmaco chiamato Xnova. Dopo un po' capisco che si tratta di un potente allucinogeno.
Continuo nella lettura e trovo questo passaggio: "La produzione di nuove identità supportate da adeguate allucinazioni a lunga durata e a bassa intensità, come uno sfondo tratteggiato sì in modo approssimativo ma sufficiente a sostenere la buona fede del soggetto, per definizione un pigro bastardo e intollerante al dubbio, è il mercato del futuro.
La trans-identità, di genere, di specie, rappresenta oggi, secondo le nostre ricerche di marketing, il desiderio più segreto, per la cui realizzazione il popolo tutto è disposto a pagare qualsiasi cifra e a rinunciare a qualsiasi libertà".
Continuo a sfogliare il dossier. Nell'ultima pagina ecco l'immagine della Xnova: una piccola pillola gialla a forma di rombo. Esattamente uguale allo psicofarmaco che il dott. Benway mi ha prescritto all'inizio della terapia, due mesi fa.

Dunque è questo ciò che mi sta accadendo?
Mi concentro e cerco di ricordare quando è iniziata la metamorfosi. Alcuni pensieri si oppongono, respingono l'idea che ci sia stato un tempo in cui io non ero un minerale. Ma non è così. Anche se è tutto confuso. Perché è così difficile ricordare?
Mi scuoto. Ora ci sono: all'inizio ero solo depresso. Sì, è così. E qualcuno mi ha dato il biglietto da visita del dottor Benway e ho preso un appuntamento. Ero depresso, triste, le cose andavano male, volevo solo morire. Poi però a un certo punto salta fuori quella strana idea della metamorfosi, che non mi ha più lasciato.
Ma certo! L'effetto della Xnova! Maledetto Benway!
Sento dei passi dietro di me.

"Vedo che ha letto il rapporto sulla Xnova, signor Lee. Stupefacente vero? Nel vero senso della parola... Si tratta infatti di una sostanza che abbiamo intenzione di tenere fuori dal mercato legale dei farmaci. È la droga del futuro. Scalzerà l'oppio e i suoi derivati in brevissimo tempo. E solo noi, della Interzona Inc., sappiamo come produrla. Le lascio immaginare di che giro d'affari stiamo parlando. Purtroppo nel suo caso le cose non sono andate come dovevano. Se si fosse convinto di essere, per esempio, uno scrittore come William Burroughs, oppure una ragazza dolce e romantica di nome Maisie, lei ora sarebbe felice. Certo, qualcuno obietterebbe dicendo che così sarebbe solo un artificio. Ma non esiste felicità o anche soltanto pace che non sia l'effetto di una simulazione. È così.
Questo mondo è brutale, signor Lee. Non fa per gli uomini come lei. Ecco perché si è immaginato di essere un sasso. Desiderava essere più forte.
Come può intuire dal revolver che le sto puntando al petto siamo all'epilogo. Troppi soldi in ballo per lasciarla andare. Mi dispiace. Addio, signor Lee".

Non posso crederci! Che ingenuo questo dottor Benway! Cosa pensa di fare con quella pistola? Cosa può fare un proiettile contro la roccia?

Gyta

Wow..troppo bello!! Stavo sbirciando in giro con zero intenzione di leggere.. Appena iniziato me lo sono divorato d'un fiato.. (solitamente i romanzi mi annoiano tranne rare eccezioni).. è favoloso, conciso, ricco di elementi in grado di suscitare importanti temi di discussione: il ruolo centrale della percezione, la teoria dell'evoluzione, le mediocrita' dilaganti nella figura dello psicologo, la criminale superficialita' dei giochi di mercato e di potere sino al presagio finale, l'auspicato intrinseco epilogo della loro stupidita' nella loro stessa auto eliminazione!
"Prima di autodiagnosticarti la depressione o la bassa autostima,
assicurati di non essere circondato da idioti"

green demetr

Non ho ancora letto Burroughs, ho letto Philip Dick (dottor futuro), è impressionante come la forma di scrittura sia simile, persino le tematiche.
Naturalmente ti manca l'invenzione del Filippo. Ma a mio modo di vedere questa forma sta meglio in un racconto. Infatit il romanzo non mi è piaciuto, troppo ripetitivo (ma è uno dei peggiori ho scoperto poi).
Il racconto è scritto bene, non ne dubitavo affatto.
Può essere levigato, per raggiungere la "forma" che ci fa amare i grandi autori del passato.
Il finale è troppo rapido infatti. Io lo allungherei con delle riflessioni intermedie tra la fine della presa di coscienza del sintomo e l'entrata del medico.
In realtà anche in Dick alla lunghezza delle riflessioni personali, si succedono passaggi rapidi di azione reale.
Ma in un romanzo poi si alternano con nuove riflessioni.
Il racconto ha bisogno di un passaggio in più, mia opinione certo.
"due più due fa quattro" non ci sta, è l'unico elemento che mi ha dato fastidio, ma forse è perchè sono pazzo io.
Ma andiamo all'ambizione di un testo.
Come sai, o forse non sai, per me la forma deve essere al servizio del contenuto.
Ora non posso sapere l'intenzione di un autore, a mio parere però il fatto che questo racconto ce l'abbia, lo pone già davanti a migliaia di non romanzi del nostro tempo triste moderno.
Non ne ho mai dubitato.
Ora ti dico quello che avrei voluto trovare io da lettore.
La tematica onirica è stata quella che più mi ha preso, la tua decisione di partire da essa mi pare ottima.
Certo mi sarebbe piaciuto leggere ancora di questo lago nero.
Ma l'urgenza del racconto mi ha portato subito all'insuccesso della terapia.
Mi è piaciuto molto l'atmosfera che hai creato con i giusti tempi, i giusti spazi, ti ripeto mi hai ricordato il miglior filippo dick.
Il finale a partire dal ricordo della forma della sua medicina, mi è parso debole.
Didascalico. Potevi aggiungerci qualche aspetto di paure e spavento.
Come ti ho già detto forse "dovevi", penso che ne sei capace alla grande.
Il finale è scontato, ma diciamocelo la chiusura dei racconti è sempre la parte più problematica, perchè dovrebbe unire il tema dell'intero racconto e aggiungere un ultimo sussulto.
Come nel racconto di Calvino "e ultimo venne il corvo".

La tematica dei mineralisti, della gente che vuole diventare pietra, già la conoscevo dalla psicologia.
Una deriva, l'ennesima di una società che si sta inabbissando sempre di più.
Come dici tu allegoricamente, siamo talmente dentro questa viscosità, che manco più annegghiamo, non ne sentiamo più l'urgenza.
E non affondando neppure vediamo più ciò che sta in alto.
E Dio separò le acque....temi biblici oggi ormai impossibili da intendere.
Racconto necessario, ottimo.
Grazie della condivisione!

Melancholia

green demetr

L'ho riletto meglio una seconda e una terza.
A proposito della mancanza di un passaggio che mi aspettavo dopo la lettura degli effetti del farmaco.
Mi scuso, quello è ciò che mi aspettavo io.
Ma il racconto ha invece continuato nell'analisi razionale del sintomo personale, che si sposava con gli effetti del farmaco.
Mi è venuto in mente perchè è quello che faceva Poe.
In effetti in questa seconda ottica, che è poi quella scelta dall'autore, non avrebbe avuto senso, forse, una scena di spavento.
Ecco che la chiusura, sebbene scontata, era necessariamente così.
Perchè il racconto come un orologio era stato caricato così per avere quell'effetto.
Molto ben fatto Koba. Scusa la disattenzione.
ps
In Poe ciò non di meno mi par di ricordare che la tensione della razionalità a tutti i costi, virava brutalmente nei finali mitici come quelli del gatto nero.
Dove appunto lo spavento si univa al delirio del personaggio, creando quella letteratura che si univa direttamente al mito.
Nel racconto invece la discesa nel delirio finale è veramente razionale fino in fondo.
Notevole.
Ciao!
Melancholia

Koba

Citazione di: Gyta il 26 Febbraio 2025, 01:02:56 AMWow..troppo bello!! Stavo sbirciando in giro con zero intenzione di leggere.. Appena iniziato me lo sono divorato d'un fiato.. (solitamente i romanzi mi annoiano tranne rare eccezioni).. è favoloso, conciso, ricco di elementi in grado di suscitare importanti temi di discussione: il ruolo centrale della percezione, la teoria dell'evoluzione, le mediocrita' dilaganti nella figura dello psicologo, la criminale superficialita' dei giochi di mercato e di potere sino al presagio finale, l'auspicato intrinseco epilogo della loro stupidita' nella loro stessa auto eliminazione!

Grazie Gyta, mi fa piacere che ti sia piaciuto.
Il titolo è un omaggio ad un romanzo particolare, molto delicato, a suo modo romantico (lontano dall'ironia folle di Burroughs), "Cristalli sognanti" di Theodore Sturgeon, che forse, se non hai ancora letto, potrebbe interessarti.

Koba

Citazione di: green demetr il 26 Febbraio 2025, 02:34:03 AML'ho riletto meglio una seconda e una terza.
A proposito della mancanza di un passaggio che mi aspettavo dopo la lettura degli effetti del farmaco.
Mi scuso, quello è ciò che mi aspettavo io.
Ma il racconto ha invece continuato nell'analisi razionale del sintomo personale, che si sposava con gli effetti del farmaco.
Mi è venuto in mente perchè è quello che faceva Poe.
In effetti in questa seconda ottica, che è poi quella scelta dall'autore, non avrebbe avuto senso, forse, una scena di spavento.
Ecco che la chiusura, sebbene scontata, era necessariamente così.
Perchè il racconto come un orologio era stato caricato così per avere quell'effetto.
Molto ben fatto Koba. Scusa la disattenzione.
ps
In Poe ciò non di meno mi par di ricordare che la tensione della razionalità a tutti i costi, virava brutalmente nei finali mitici come quelli del gatto nero.
Dove appunto lo spavento si univa al delirio del personaggio, creando quella letteratura che si univa direttamente al mito.
Nel racconto invece la discesa nel delirio finale è veramente razionale fino in fondo.
Notevole.
Ciao!

Ciao green, grazie delle numerose osservazioni. Per chi è impegnato in esperimenti letterari sono oro.
Il sogno da cui parte il racconto è vero, l'ho fatto qualche settimana fa, di solito nei sogni in cui c'è dell'acqua annego, quindi figurati la mia perplessità. Non ho proprio capito come interpretarlo: se come un giudizio di superficialità alle mie introspezioni artigianali, o come il segno della capacità di restare a galla nonostante tutto.

Philip Dick era un genio, Valis è un grandissimo romanzo, forse il mio preferito dei suoi, ma scriveva a manetta, impasticcato di anfetamine, sempre indebitato un po' come Dostoevskij, e molti suoi testi purtroppo non rendono quanto avrebbero potuto se ci avesse lavorato di più sulla forma.
Si vede infatti che razza di atmosfere meravigliose ne ha tirato fuori Ridley Scott in Blade Runner, dal romanzo di Dick che in confronto appare meno potente.

Mi hai fatto venir voglia di rileggere qualcosa di Poe...

green demetr

Citazione di: Koba il 26 Febbraio 2025, 11:09:44 AMNon ho proprio capito come interpretarlo: se come un giudizio di superficialità alle mie introspezioni artigianali, o come il segno della capacità di restare a galla nonostante tutto.
La mia interpretazione che vede nella viscosità del lago, il carattere sospensivo della nostra società non ti ha convinto?
E' come se fossimo tutti sospesi in una zona di limbo, non riusicamo più nemmeno ad affondare, come anche tu ammetti tramite il sogno.
Spero naturalmente che sia come dici tu, che hai raggiunto una certa consapevolezza che ti impedisce di annegare ancora. L'importare è ora guardare la tempesta.
I miei sogni sono ossessivamente traversati da disastri naturali.
Melancholia