Lettera a chi muove i fili dell'umanità

Aperto da Aspirante Filosofo58, 16 Dicembre 2024, 20:04:47 PM

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Aspirante Filosofo58

Cara Esistenza, caro Universo, caro Dio... chiunque tu sia e comunque ti chiami....  da qualche tempo ho come l'impressione che tu voglia dirmi qualcosa, ma non capisco che cosa. Io credo di aver fatto il primo passo che consiste nell'aver riconosciuto di non essere solamente un corpo, bensì anche mente, anima e spirito. Ora credo che tocchi a te spiegarti meglio: non capisco la tua lingua e vorrei tanto comprenderla per poter realizzare la missione che mi hai affidato. Che senso ha, infatti, che tu parli una lingua che non conosco, a dispetto della mia volontà di conoscerla? Ecco, quindi... chiunque tu sia, cerca di essere "a prova di tonto" come si direbbe in informatica! Ok? Attendo tue informazioni più precise per poter contribuire a realizzare quello che credo essere innanzitutto il tuo disegno, oltre che quello della mia anima, ovviamente. Grazie.

Cosa ne pensate? 
La teoria della reincarnazione mi ha dato e mi dà risposte che altre teorie, fedi o religioni non possono, non sanno o non vogliono darmi. Grazie alle risposte ottenute dalla reincarnazione oggi sono sereno e sono sulla mia strada che porterà a casa mia!

Duc in altum!

Citazione di: Aspirante Filosofo58 il 16 Dicembre 2024, 20:04:47 PMIo credo di aver fatto il primo passo che consiste nell'aver riconosciuto di non essere solamente un corpo, bensì anche mente, anima e spirito. Ora credo che tocchi a te spiegarti meglio: non capisco la tua lingua e vorrei tanto comprenderla per poter realizzare la missione che mi hai affidato.
Digli anche quale missione preferisci, visto che te la canti e te la suoni...
"Solo quando hai perduto Dio, hai perduto te stesso;
allora sei ormai soltanto un prodotto casuale dell'evoluzione".
(Benedetto XVI)

green demetr

Citazione di: Aspirante Filosofo58 il 16 Dicembre 2024, 20:04:47 PMCara Esistenza, caro Universo, caro Dio... chiunque tu sia e comunque ti chiami....  da qualche tempo ho come l'impressione che tu voglia dirmi qualcosa, ma non capisco che cosa. Io credo di aver fatto il primo passo che consiste nell'aver riconosciuto di non essere solamente un corpo, bensì anche mente, anima e spirito. Ora credo che tocchi a te spiegarti meglio: non capisco la tua lingua e vorrei tanto comprenderla per poter realizzare la missione che mi hai affidato. Che senso ha, infatti, che tu parli una lingua che non conosco, a dispetto della mia volontà di conoscerla? Ecco, quindi... chiunque tu sia, cerca di essere "a prova di tonto" come si direbbe in informatica! Ok? Attendo tue informazioni più precise per poter contribuire a realizzare quello che credo essere innanzitutto il tuo disegno, oltre che quello della mia anima, ovviamente. Grazie.

Cosa ne pensate?

Rispetto alle mie ultime indagini, devo dire che il mio viaggio spirituale finisce qui, oggi.
E infatti il Dio non solo non parla chiaro ma dice anche un sacco di inesattezze.
Credo che il problema sia proprio questa parola.
Ma la parola è soltanto uno strumento per esprimere qualcosa che ci abita dentro.
Dio non ha parola, è impossibile che ce l'abbia, come fa ad averla qualcosa che è informe.
Io invece credo che la parola sia quella da usare per noi stessi, per dare forma a quello spazio tra la nostra mortalità e quel senso ineffabile di trascendenza che ci porta per esempio a fare poesia.
E' dunque la poesia che ragiona con noi.
O i romanzi.
E' un pensiero talmente banale che mi stupisco che nessuno lo abbia mai pensato.
Sono deluso, molto deluso.
La parola siamo esattamente NOI, in quanto esseri imprigionati nell'altro mondo, quello dell'anima, noi sentiamo cose, spiriti, spettri.
Per questo quel luogo lo chiamiamo anima, ciò che è animato, ma non animale.
Ci inquieta sia l'animale che sta qua in terra, sia l'animale che sta su nel cielo.
Ma il cielo e la terra non parlano.
Siamo NOI a parlare, ossia noi ci distinguiamo attraverso la nostra parola, che attraversa cose reali, e che noi dobbiamo, a noi stessi prima di ogni cosa.
E poi per quel dono impossibile che è la comunicazione (cum muneo, dal latino con un dono) che diventa patrimonio, nel senso economico del termine, nel senso di capitale, si forma una merce che noi possiamo cominciare a chiamare umanità.
Purtroppo le toghe rosse e bianche, i giudici, allegoricamente parlando (non i professionisti, che semplicemente applicano delle norme) ci distruggono ogni capitale.
Mi pare veramente che siamo così poveri. Che mi viene triste pensarlo.
E allora l'inconscio che ci trapassa, e trapassandoci ci fa vedere figure, illuminazioni, ci da quelle forme di arricchimento, che ognuno di noi, lentamente, e intendo proprio a passettini che misurani però secoli, contribuisce a formare come capitale di parola.
La nostra di parola, non quella di entità inventate di sana pianta, e che capiamo che lo sono perchè....parlano....che roba triste!


Melancholia

Aspirante Filosofo58

Citazione di: Duc in altum! il 17 Dicembre 2024, 18:35:24 PMDigli anche quale missione preferisci, visto che te la canti e te la suoni...
In che senso? 
La teoria della reincarnazione mi ha dato e mi dà risposte che altre teorie, fedi o religioni non possono, non sanno o non vogliono darmi. Grazie alle risposte ottenute dalla reincarnazione oggi sono sereno e sono sulla mia strada che porterà a casa mia!

Aspirante Filosofo58

Citazione di: green demetr il 17 Dicembre 2024, 19:08:29 PMRispetto alle mie ultime indagini, devo dire che il mio viaggio spirituale finisce qui, oggi.
E infatti il Dio non solo non parla chiaro ma dice anche un sacco di inesattezze.
Credo che il problema sia proprio questa parola.
Ma la parola è soltanto uno strumento per esprimere qualcosa che ci abita dentro.
Dio non ha parola, è impossibile che ce l'abbia, come fa ad averla qualcosa che è informe.
Io invece credo che la parola sia quella da usare per noi stessi, per dare forma a quello spazio tra la nostra mortalità e quel senso ineffabile di trascendenza che ci porta per esempio a fare poesia.
E' dunque la poesia che ragiona con noi.
O i romanzi.
E' un pensiero talmente banale che mi stupisco che nessuno lo abbia mai pensato.
Sono deluso, molto deluso.
La parola siamo esattamente NOI, in quanto esseri imprigionati nell'altro mondo, quello dell'anima, noi sentiamo cose, spiriti, spettri.
Per questo quel luogo lo chiamiamo anima, ciò che è animato, ma non animale.
Ci inquieta sia l'animale che sta qua in terra, sia l'animale che sta su nel cielo.
Ma il cielo e la terra non parlano.
Siamo NOI a parlare, ossia noi ci distinguiamo attraverso la nostra parola, che attraversa cose reali, e che noi dobbiamo, a noi stessi prima di ogni cosa.
E poi per quel dono impossibile che è la comunicazione (cum muneo, dal latino con un dono) che diventa patrimonio, nel senso economico del termine, nel senso di capitale, si forma una merce che noi possiamo cominciare a chiamare umanità.
Purtroppo le toghe rosse e bianche, i giudici, allegoricamente parlando (non i professionisti, che semplicemente applicano delle norme) ci distruggono ogni capitale.
Mi pare veramente che siamo così poveri. Che mi viene triste pensarlo.
E allora l'inconscio che ci trapassa, e trapassandoci ci fa vedere figure, illuminazioni, ci da quelle forme di arricchimento, che ognuno di noi, lentamente, e intendo proprio a passettini che misurani però secoli, contribuisce a formare come capitale di parola.
La nostra di parola, non quella di entità inventate di sana pianta, e che capiamo che lo sono perchè....parlano....che roba triste!



Ciao.... che cos'è alla fine la parola, se non un mezzo per comunicare con chi parla la stessa lingua? Faccio un esempio: una trentina di anni fa mi trovavo ad un corso organizzato dall'allora CEE (l'UE è arrivata dopo  ;) ) che insegnava a chi ha una disabilità motoria o sensoriale il minimo indispensabile per potere essere peer counselor (tradotto mi pare che sua: consigliere alla pari). Tra noi c'era una ragazza colpita da una paralisi cerebrale ancor più forte della mia: i quattro (arti, per cui era inchiodata su una carrozzina) e l'uso della parola. Per comunicare col prossimo usava una piccola scrivente stile palmare, con cui stampava ciò che non poteva dire a voce. Era il suo unico modo per condividere le sue idee e per rispondere alle domande altrui. Quindi inprimis viene la comunicazione e la parola è uno dei sistemi di comunicazione, ma non l'unico. Dio non parla chiaro? Non parla? O siamo noi che non sappiamo ascoltarlo? Secondo me è più facile quest'ultima ipotesi. Poi, se ci chiediamo perché noi non siamo capaci di ascoltarlo, la risposta potrebbe essere che, in mondo in cui la velocità ha preso il sopravvento su tutto il resto (contano: i like, magari richiesti per avere più visibilità; il numero di risposte ai clienti al telefono, invece che la qualità delle risposte, perché i capi chiedono a quante telefonate rispondano i dipendenti, non quanti casi siano stati effettivamente risolti...ecc... ecc...). Ecco quindi che la parola di Dio, dell'Universo, dell'Esistenza, si può palesare unicamente mettendoci davanti a delle situazioni che, quanto poco, ci turbino, ci facciano riflettere. Anche qui occorre fare un distinguo: in un mondo sempre di corsa, può capitare chi, come me, non riesce a correre perché il suo sistema nervoso non è in grado di controllare i movimenti delle gambe, e allora, quel qualcuno, se non può andare di corsa, è obbligato a pensare, a riflettere, a capire. Ecco allora che quel qualcuno comprende che: caso, fortuna e sfortuna non esistano nella realtà, ma che siano solamente proiezioni mentali per giustificare il nostro comportamento ed evitarci sofferenze inutili. 

Se poi fosse veramente come ho letto, ossia che le nostre anime si incarnano, dopo essersi accordate sui ruoli da tenere in questa o quella incarnazione (come gli attori che recitano la loro parte in un'opera teatrale o in un set cinematografico) allora molte cose sarebbero più facilmente spiegabili e comprensibili. 

Ecco, checché ne dica @Duc in Altum io la penso così.  ;)

La teoria della reincarnazione mi ha dato e mi dà risposte che altre teorie, fedi o religioni non possono, non sanno o non vogliono darmi. Grazie alle risposte ottenute dalla reincarnazione oggi sono sereno e sono sulla mia strada che porterà a casa mia!

misummi

e se Dio non sapesse leggere?
Non udisse parole?
Non fosse come noi vorremmo che fosse... al punto che,se lo vedessimo così com'è,la maggior parte di noi diventerebbe atea perchè "Oddio...ma Dio è davvero troppo buono per noi..."
Penso di essermi spiegato bene,naturalmente io non sono Dio e non pretendo di parlare in Suo Nome esista o meno. 
Se lo fossi dovrei essere davvero molto...troppo buono...per non fare della Terra un meraviglioso Parco Naturale privo o quasi di esseri umani. 
..

green demetr

Citazione di: Aspirante Filosofo58 il 18 Dicembre 2024, 08:09:28 AM
Ciao.... che cos'è alla fine la parola, se non un mezzo per comunicare con chi parla la stessa lingua? Faccio un esempio: una trentina di anni fa mi trovavo ad un corso organizzato dall'allora CEE (l'UE è arrivata dopo  ;) ) che insegnava a chi ha una disabilità motoria o sensoriale il minimo indispensabile per potere essere peer counselor (tradotto mi pare che sua: consigliere alla pari). Tra noi c'era una ragazza colpita da una paralisi cerebrale ancor più forte della mia: i quattro (arti, per cui era inchiodata su una carrozzina) e l'uso della parola. Per comunicare col prossimo usava una piccola scrivente stile palmare, con cui stampava ciò che non poteva dire a voce. Era il suo unico modo per condividere le sue idee e per rispondere alle domande altrui. Quindi inprimis viene la comunicazione e la parola è uno dei sistemi di comunicazione, ma non l'unico. Dio non parla chiaro? Non parla? O siamo noi che non sappiamo ascoltarlo? Secondo me è più facile quest'ultima ipotesi. Poi, se ci chiediamo perché noi non siamo capaci di ascoltarlo, la risposta potrebbe essere che, in mondo in cui la velocità ha preso il sopravvento su tutto il resto (contano: i like, magari richiesti per avere più visibilità; il numero di risposte ai clienti al telefono, invece che la qualità delle risposte, perché i capi chiedono a quante telefonate rispondano i dipendenti, non quanti casi siano stati effettivamente risolti...ecc... ecc...). Ecco quindi che la parola di Dio, dell'Universo, dell'Esistenza, si può palesare unicamente mettendoci davanti a delle situazioni che, quanto poco, ci turbino, ci facciano riflettere. Anche qui occorre fare un distinguo: in un mondo sempre di corsa, può capitare chi, come me, non riesce a correre perché il suo sistema nervoso non è in grado di controllare i movimenti delle gambe, e allora, quel qualcuno, se non può andare di corsa, è obbligato a pensare, a riflettere, a capire. Ecco allora che quel qualcuno comprende che: caso, fortuna e sfortuna non esistano nella realtà, ma che siano solamente proiezioni mentali per giustificare il nostro comportamento ed evitarci sofferenze inutili.

Se poi fosse veramente come ho letto, ossia che le nostre anime si incarnano, dopo essersi accordate sui ruoli da tenere in questa o quella incarnazione (come gli attori che recitano la loro parte in un'opera teatrale o in un set cinematografico) allora molte cose sarebbero più facilmente spiegabili e comprensibili.

Ecco, checché ne dica @Duc in Altum io la penso così.  ;)


Naturalmente devono esistere le reincarnazioni.
Quando infatti ascoltiamo attentamente la voce della trascendenza, essa parla attraverso la natura, si impara più da soli in un sentiero di montagna, guardando un monte, stando di fronte al mare.
Il senso di profondità ci chiede di indagare la nostra anima, ciò che sentiamo giusto e nobile.
E sappiamo benissimo come a questo non può bastare una vita.
O almeno io lo so. Gli altri invece ci vedono leggi karmiche e altre cose della giustizia, ossia della volontà di dominare l'altro che io aborro.
Melancholia

Aspirante Filosofo58

Citazione di: misummi il 18 Dicembre 2024, 09:46:49 AMe se Dio non sapesse leggere?
Non udisse parole?
..
Considerato che la Bibbia narra che l'uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio, il fatto che il nostro Creatore non sappia leggere o udire parole, mi parrebbe preoccupante.
La teoria della reincarnazione mi ha dato e mi dà risposte che altre teorie, fedi o religioni non possono, non sanno o non vogliono darmi. Grazie alle risposte ottenute dalla reincarnazione oggi sono sereno e sono sulla mia strada che porterà a casa mia!

bluemax

Citazione di: Aspirante Filosofo58 il 16 Dicembre 2024, 20:04:47 PMCara Esistenza, caro Universo, caro Dio... chiunque tu sia e comunque ti chiami....  da qualche tempo ho come l'impressione che tu voglia dirmi qualcosa, ma non capisco che cosa. Io credo di aver fatto il primo passo che consiste nell'aver riconosciuto di non essere solamente un corpo, bensì anche mente, anima e spirito. Ora credo che tocchi a te spiegarti meglio: non capisco la tua lingua e vorrei tanto comprenderla per poter realizzare la missione che mi hai affidato. Che senso ha, infatti, che tu parli una lingua che non conosco, a dispetto della mia volontà di conoscerla? Ecco, quindi... chiunque tu sia, cerca di essere "a prova di tonto" come si direbbe in informatica! Ok? Attendo tue informazioni più precise per poter contribuire a realizzare quello che credo essere innanzitutto il tuo disegno, oltre che quello della mia anima, ovviamente. Grazie.

Cosa ne pensate?
Penso che in realtà tu ti rivolga a te stesso. Non capisci la TUA lingua illudendoti (fa comodo) che vi sia qualcuno con cui dialogare, un qualcuno a cui dare colpe od onori, qualcuno di diverso da te.

Per quanto mi riguarda... è un parlarsi allo specchio. Lo specchio parla e risponde se lo specchiato parla e risponde.  

saluti

Aspirante Filosofo58

Citazione di: bluemax il 19 Dicembre 2024, 16:30:05 PMPenso che in realtà tu ti rivolga a te stesso. Non capisci la TUA lingua illudendoti (fa comodo) che vi sia qualcuno con cui dialogare, un qualcuno a cui dare colpe od onori, qualcuno di diverso da te.

Per quanto mi riguarda... è un parlarsi allo specchio. Lo specchio parla e risponde se lo specchiato parla e risponde. 

saluti
Di quali colpe scrivi? Io non incolpo proprio alcuno, perché so che la mia Anima è la mia componente più importante. Soltanto ho voglia di conoscerne i piani per questa mia incarnazione,  per poterli onorare. Tutto qui!  :)
La teoria della reincarnazione mi ha dato e mi dà risposte che altre teorie, fedi o religioni non possono, non sanno o non vogliono darmi. Grazie alle risposte ottenute dalla reincarnazione oggi sono sereno e sono sulla mia strada che porterà a casa mia!

Gyta

"La parola siamo esattamente NOI" (green demetr)

Scusa.. non vorrei farla troppo sempliciotta.. ma a volte alcuni scritti sono davvero illuminati e illuminanti..
"in principio era il verbo" o logos o ragione o parola.. insomma anche nella storia dell'antico testamento
la storiella inizia con l'incarico di dare un nome alle cose (animate e non).. come se la parola stessa forgiasse l'identita'..
Mica caramelle :-D

Penso che iniziato il percorso di ricerca quando siamo ben convinti di aver compreso qualcosa accediamo ad un altro piano di realta' interiore e le risposte alla ricerca trovate precedentemente obbligano ad una maggiore immersione (così come le avevamo trovate in un primo tempo restano ora a noi ancora parziali) nella consapevolezza (questo termine ultimamente mi fa schifo, troppo ab-usato ma è non me ne viene uno di migliore)..

Il punto che hai sottolineato è prezioso incredibilmente prezioso. La "parola" è esperire l'essere, insomma
fare esperienza totale.. comunicazione è tutt'uno con la scoperta dell'identita' (che ci accomuna)..

Ma il valore per essere goduto deve essere riconosciuto.. se i diamanti mi fanno schifo se non lascio che lo stupore della rifrazione mi faccia perdere l'equilibrio, la comunicazione è bloccata, nessuna esperienza totale è stata liberata.. Poi ritornano nuovamente i conti con la capacita' di concepire quell'insostenibile sconvolgimento di essere..

"Ma la parola è soltanto uno strumento per esprimere qualcosa che ci abita dentro." (green demetr)

Direi che la parola crea proprio.. creazione ed espressione di nuovo coincidono..
Torna alla tua infanzia.. il sentire è ancora con-fuso (fuso-con) si passa attraverso la distinzione per giungere ad un livello differente di 'fusione'.. meglio chiamarla vista, scoperta.
Cosa è reale? Seriamente: cos'è reale?

"Attendo tue informazioni più precise per poter contribuire a realizzare quello che credo essere" (Aspirante Filosofo58)

C'è una vecchia storiella di un tizio che aveva profonda fede nel dio krishna..racconta che questo tizio stava per essere investito da un elefante imbizzarrito e molti che assistono alla scena compreso chi è a cavalcioni sull'elefante gli urlano di spostarsi ma lui incrollabile se ne sta fermo. Investito in pieno dall'elefante si ritrova in paradiso e chiede a krishna perché non mi hai salvato? E krishna risponde.. "cribbio io ero l'elefante ma ero anche il tizio che lo cavalcava e continuava a gridarti, SPOSTATI DA LI' !!!  :-D

"Prima di autodiagnosticarti la depressione o la bassa autostima,
assicurati di non essere circondato da idioti"

iano

Citazione di: green demetr il 17 Dicembre 2024, 19:08:29 PMRispetto alle mie ultime indagini, devo dire che il mio viaggio spirituale finisce qui, oggi.
E infatti il Dio non solo non parla chiaro ma dice anche un sacco di inesattezze.
Credo che il problema sia proprio questa parola.
Ma la parola è soltanto uno strumento per esprimere qualcosa che ci abita dentro.
Dio non ha parola, è impossibile che ce l'abbia, come fa ad averla qualcosa che è informe.
Io invece credo che la parola sia quella da usare per noi stessi, per dare forma a quello spazio tra la nostra mortalità e quel senso ineffabile di trascendenza che ci porta per esempio a fare poesia.
E' dunque la poesia che ragiona con noi.
O i romanzi.
E' un pensiero talmente banale che mi stupisco che nessuno lo abbia mai pensato.
Segno che non leggi i miei post, ma non te ne faccio una colpa.
La parola è uno dei tanti possibili prodotti dei nostri rapporti con una realtà che non ha forma. La forma che tendiamo a confondere con la realtà è appunto prodotto della nostra interazione con la realtà, dei quali per quanto con fatica ci arriviamo, è più facile smascherare la parola, perchè ultima arrivata, meno invece le immagini, con le quali abbiamo certamente più lunga intimità.
Perchè se è preferibile avere una laurea in lettere, non ci è mai servita una laurea in ''immaginazione'', per dar forma visiva alla realtà, mentre ci occorre per darne una letterariamente accettabile.
Eienstein: ''Dio non gioca a dadi''
Bohr: '' Non sei tu Albert, a dover dire a Dio cosa deve fare''
Iano: ''Perchè mai Dio dovrebbe essere interessato ai nostri giochi?''

iano

#12
Citazione di: Gyta il 22 Febbraio 2025, 18:46:50 PM"Ma la parola è soltanto uno strumento per esprimere qualcosa che ci abita dentro." (green demetr)

Direi che la parola crea proprio.. creazione ed espressione di nuovo coincidono..
Torna alla tua infanzia.. il sentire è ancora con-fuso (fuso-con) si passa attraverso la distinzione per giungere ad un livello differente di 'fusione'.. meglio chiamarla vista, scoperta.
Cosa è reale? Seriamente: cos'è reale?

"Attendo tue informazioni più precise per poter contribuire a realizzare quello che credo essere" (Aspirante Filosofo58)
Reale è ciò nel rapporto col quale si producono immagini, parole, e altro di simile, che tendiamo a confondere con la realtà stessa.
Il mondo in cui viviamo , che media con la realtà, nasce dalla comunicazione interpersonale.
Se è più facile giungere alla conclusione che una descrizione della realtà non può essere la realtà, più difficile è giungere alla conclusione che la realtà non coincide con ciò che vediamo, per il motivo che non siamo noi a decidere cosa vedere quando apriamo gli occhi, o non abbiamo comunque coscienza di farlo, mentre coscienti sono le nostre descrizioni ''verbali'' della realtà.
Però se banale sembra questa  conclusione, fino al punto che Green dice ''come mai nessuno ci ha pensato prima?'', non è banale il motivo per cui non ci si arriva con facilità (che è meglio non far sapere a Green), perchè viene messa in crisi la possibilità di continuare a ricercare la verità, cioè viene messa in crisi l'intera filosofia nella misura in cui ripudia i sofismi.

Il mondo in cui viviamo viene creato dalla comunicazione , non nel senso che il solipsismo non può farlo, ma nella misura in cui solo il primo ha un senso, anche se questo senso non è nella sua verità, per quanto sempre forte è la tentazione di barattare questa con l'intersoggettività.
Per poterci vivere in un mondo, che sia virtuale o meno, l'intersoggettività è richiesta.

Cosa diremo dunque al nostro Filosofo che ci chiede ...e voi cosa ne pensate?
Direi che il nostro corpo è parte della realtà virtuale in cui viviamo, mentre la realtà ''vera'' comprensiva di noi se ne rimane nascosta, non perchè inconoscibile, ma perchè è uno degli elementi la cui reazione produce conoscenza.
Non so quanto ciò possa consolarlo, ma in ogni caso non direi nulla solo per poterlo consolare.
Direi infine che si comunica col corpo e con le parole, ma che importante è comunicare e non come lo facciamo, e che di solito quando un modo viene  a mancare ciò può essere l'occasione, per quanto non cercata, di fortificare i rimanenti in questa vita, fatte salve ulteriori altre delle quali non saprei dire nulla se non in termini  consolatori, per cui, come detto sopra, da ciò mi astengo.
Eienstein: ''Dio non gioca a dadi''
Bohr: '' Non sei tu Albert, a dover dire a Dio cosa deve fare''
Iano: ''Perchè mai Dio dovrebbe essere interessato ai nostri giochi?''

Gyta

"[..] non è banale il motivo per cui non ci si arriva con facilità (che è meglio non far sapere a Green), perchè viene messa in crisi la possibilità di continuare a ricercare la verità, cioè viene messa in crisi l'intera filosofia nella misura in cui ripudia i sofismi." (Iano)

Cacchio.. :o  perché inciampo anch'io al medesimo punto..? (domanda retorica)

[[ ..mollare..
deve avvenire senza forzatura alcuna però.. ]]
"Prima di autodiagnosticarti la depressione o la bassa autostima,
assicurati di non essere circondato da idioti"

iano

#14
Citazione di: Gyta il 22 Febbraio 2025, 23:33:33 PM"[..] non è banale il motivo per cui non ci si arriva con facilità (che è meglio non far sapere a Green), perchè viene messa in crisi la possibilità di continuare a ricercare la verità, cioè viene messa in crisi l'intera filosofia nella misura in cui ripudia i sofismi." (Iano)

Cacchio.. :o  perché inciampo anch'io al medesimo punto..? (domanda retorica)

[[ ..mollare..
deve avvenire senza forzatura alcuna però.. ]]

Non c'è da mollare, ma da aggiustare il tiro.
E' più facile capirlo se riduciamo la parola ad una tecnologia, che vogliamo dominare senza esserne dominati.
La verità è la tirannia che la parola esercita su di noi, ed è perciò che di queste verità i tiranni  con loro profitto si possono appropriare.
Mettere in dubbio qualunque verità è esercizio di libertà dalla tecnologia parola, da intendere come strumento al nostro servizio, e non da usarsi contro di noi.
L'esercizio del dubbio è allenamento all'uso di questa tecnologia per farcene padroni , perchè nella misura in cui non la padroneggiamo ne diventiamo servi, come succede per qualunque tecnologia.
La filosofia è questa palestra, dove esercitarsi al tiro al bersaglio delle parole, prima di rivolgere l'arma contro il nostro prossimo, perchè le parole non uccidono meno della Beretta.
Per tacere di quanti tiranni nascano in buona fede, credendo in una qualunque verità.
Se poi a ciò si unisce il fatto che il mezzo possa giustificare i fini, ecco spiegata l'origine di tanta crudeltà, in nome se non di Dio che se non è morto, è passato un pò di moda, di una verità ancora viva e vegeta.
Eienstein: ''Dio non gioca a dadi''
Bohr: '' Non sei tu Albert, a dover dire a Dio cosa deve fare''
Iano: ''Perchè mai Dio dovrebbe essere interessato ai nostri giochi?''

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