La "sanità" mossa da istanze inaccettabili: ritratto filosofico-criminologico.

Aperto da PhyroSphera, 31 Gennaio 2025, 10:53:35 AM

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sapa

Citazione di: anthonyi il 17 Febbraio 2025, 15:53:34 PMSe la guida in stato di ebbrezza genera danni a qualcuno si configura la colpa grave, stesso varrebbe nel caso in cui un medico operasse in stato di ebbrezza. Io questo caso non lo voglio certo depenalizzare.
Ma la colpa semplice, cioè il caso in cui un medico, pur essendo nel pieno delle sue capacità e competenze commette un errore involontario, spesso causato all'estremo carico di lavoro cui é sottoposto, é un'altra cosa.
Tra 10000 pazienti un errore involontario può capitare, anzi capita, perché anche i medici sono umani e quindi fallibili. Poi certo dovranno pensarci i sistemi di controllo a verificare, eventualmente allontanare i medici che sbagliano troppo, ma facendo una valutazione globale sull'operato del medico.
Io ripeto, sapa, una norma del genere é anche nell'interesse di chi viene curato. La serenità del medico é condizione essenziale perché curi bene.
Lo so anthonyi, credo di aver capito cosa intendi dire. Però la serenità del medico è condizione essenziale perchè curi bene, così come la serenità dell' ingegnere è condizione essenziale perchè costruisca bene o quella dell'autista di autobus è essenziale perchè porti bene il suo mezzo alle fermate. Serenità, non impunità. Il medico rischia come l'autista e l'ingegnere, dal momento che il lavoro di tutti e 3, se fatto male, può provocare danni gravi. Poi, ci penseranno i magistrati a giudicare, io contestavo il fatto che tu dicevi, quello delle 97 assoluzioni su 100 che giustificherebbero il colpo di spugna anche per i 3 colposi. Se il medico ha da star sereno, vorremmo star sereni tutti! Ciao

Pio

C'è anche il rischio che il medico poco scrupoloso, e ve ne sono purtroppo, godendo di una impunità sugli errori, diventi ancora meno scrupoloso. Comunque sono soggetti che guadagnano dai 5.000 in su. Potranno ben pagarsi un 'assicurazione che li tuteli legalmente, penso  O:-)
Non ci abitueremo mai ai metodi ruvidi di Dio, Joseph (cit. da Hostiles film)

anthonyi

Citazione di: Pio il 17 Febbraio 2025, 17:22:32 PMC'è anche il rischio che il medico poco scrupoloso, e ve ne sono purtroppo, godendo di una impunità sugli errori, diventi ancora meno scrupoloso. Comunque sono soggetti che guadagnano dai 5.000 in su. Potranno ben pagarsi un 'assicurazione che li tuteli legalmente, penso  O:-)
Se ci sono comportamenti volontari, calcolati, allora si parla di dolo, e non riguarda la questione di battuta e la richiesta delle organizzazioni mediche.
Quanto alla questione assicurativa puoi stare tranquillo che nessuno mette in dubbio il diritto di indennizzo per chi ha ricevuto danni. 
Bisogna solo comprendere che la complessità della professione medica rende estremamente difficile e costoso valutare l'eventualità di un errore medico, e questo paradossalmente si riversa a danno di chi é stato danneggiato, perché l'assoluzione del medico comporta chiaramente il non indennizzo.
Una procedura amministrativa semplificata, invece, comporterebbe un indennizzo sulla base di requisiti più semplici, e quindi di quei cento che chiedono l'indennizzo ne potrebbero essere indennizzati di più dei tre che oggi sono indennizzati perché vincono la causa. 

anthonyi

Citazione di: sapa il 17 Febbraio 2025, 17:13:04 PMLo so anthonyi, credo di aver capito cosa intendi dire. Però la serenità del medico è condizione essenziale perchè curi bene, così come la serenità dell' ingegnere è condizione essenziale perchè costruisca bene o quella dell'autista di autobus è essenziale perchè porti bene il suo mezzo alle fermate. Serenità, non impunità. Il medico rischia come l'autista e l'ingegnere, dal momento che il lavoro di tutti e 3, se fatto male, può provocare danni gravi. Poi, ci penseranno i magistrati a giudicare, io contestavo il fatto che tu dicevi, quello delle 97 assoluzioni su 100 che giustificherebbero il colpo di spugna anche per i 3 colposi. Se il medico ha da star sereno, vorremmo star sereni tutti! Ciao
C'é però una differenza, l'errore dell'ingegnere é autoevidente se crolla il palazzo, quello dell'autista lo é se fa un incidente. Nel caso della medicina, invece, tanti pazienti muoiono ed é molto difficile stabilire perché, ancora più difficile é stabilire se il medico ha concorso in qualche modo nella morte.
Poi il discorso dei 3 su cento e della tesi del "colpo di spugna" sarebbe da approfondire, i 3 su cento sono casi in generale e non é affatto detto siano colposi, e quindi non é detto che per loro ci sia un colpo di spugna.
Il fatto che ci sia una così grande differenza tra processi e condanne indica che i requisiti legali per aprire un processo sono probabilmente troppo ampi, non richiedono cioè quella necessaria evidenza dell'esistenza di un reato, e questo si risolve in un inutile spreco di risorse. 

PhyroSphera

Ritengo necessario avvalersi di un altro riferimento alla Sanità.

Questo pomeriggio in onda su Rai News 24 una trasmissione contenente il solito strafalcione contro cultura, medicina e cultura della medicina, non senza che seguisse una scomunica alle comunicazioni via internet, fingendo che non siano a volte anche comunicazioni di medicina o finanche mediche (finzione da Codice Penale, chissà se le Autorità si sono già mosse). Lo strafalcione riguarda la parola cronico. Questa significa 'che dura'; in relazione a un periodo temporale circoscritto può anche esser detto: 'che dura sempre'. Con ciò siamo già a contatto coi guai: difatti la medicina scientifica attuale si avvale di quadri previsionali ipotetici - non potrebbe essere altrimenti, essendoci la scienza per mezzo la quale di certo offre solo dati teorici non riferimenti ad accadimenti futuri. Dunque 'cronico' significa per il medico solamente entro il suo quadro ipotetico, che dipende peraltro dai mezzi a sua disposizione, che potrebbero essere inadeguati (o proprio assenti, e in tal caso c'è da stare fermi da parte del medico, dei sanitari tutti). Se una malattia è definita cronica, ciò non rientra nella parte positiva della diagnosi, ma solo in quella delle circostanze non valutabili con certezza. Questo significa che dire 'cronico' per un vero medico è solo un ragguaglio provvisorio e senza valore determinante o accertabile!!
il guaio si prospetta del tutto col notare che il durare entro certi periodi temporali o meglio scansioni temporali - durare stimato soltanto non previsto per ipotesi o congetturato soltanto - viene definito dal presunto medico per mezzo di un sempre senza includervi la scansione entro cui tale medesimo 'sempre' potrebbe rappresentare veramente qualcosa. Sempre, ma quando sempre? Sempre in un giorno, settimana, mese, anno, anni... e quanti anni? L'omertà su questo è caratteristica stabile della malasanità, ma pure l'omissione vera e propria.

Nella trasmissione anche una brutta notizia: 'pazienti anziani cronici' in sovradosaggio, vizio dilagante ed errore della attuale "sanità", una reazione emotiva da non veri professionisti, perché non è aggiungendo medicine che una incapacità di provvedere medicalmente diventa capacità. Oltretutto la cronicità di una malattia non indica gravità di stato ma durata... e abbiamo visto si tratta di ipotesi di secondario valore o addirittura solo congettura. In realtà nessun medico ha la scienza del futuro e facendo valere plausibilità non è professionista ma opinionista, quand'anche fosse plausibilità rispecchiante veridicità.
Il dire di 'pazienti cronici' o 'malati cronici' oltretutto è una impostura che nega la distinzione malato/malattia, condizione del soggetto / soggetto stesso, impostura che nel programma televisivo era drammaticamente presente; presente purtroppo assieme all'appellativo 'diabete alto', col quale si presenta assurdamente un quadro clinico come se fosse un quadro analitico riguardante 'glicemia alta', la quale può anche esser fuori da patologie oppure malattie diabetiche.

Invece di interrompere il discorso e chiedere scusa per averlo fatto, c'era il riferimento a presenze definite problematiche, di malati o pazienti, o meglio presunti tali (abbiamo visto perché bisogna dubitare), ponendo in causa aggressività come non potrebbe fare neanche un vero veterinario con le bestie ma solo uno falso che vorrebbe risolvere una questione violenta tra bestie e uomini, o bestie e altre bestie, bestie e cose, con un rimedio farmacologico, medico o curativo. Non funziona neppure con la terapia; questa non può aiutare assassini e torturatori, umani o non umani, ma li rimette in sesto per effettuare - eventualmente! - più determinatamente le proprie violenze. Ma non esiste un problema medico di violenza, tantomeno terapeutico o insomma da risolvere con la sanità. Togliere sporcizia o veleni dalle mani di un criminale in azione è provvedimento di polizia con valore sanitario, ma non provvedimento sanitario: esso inibisce una volontà, il resto consegue ma non è il medico o insomma il sanitario a dover farlo per cura. Infatti non è cura e tra l'altro non c'è bisogno di essere sanitari per farne. Ne fanno tutti, anche senza criminali o grossi criminali per mezzo; ad esempio una maestra coi suoi scolari disattenti e prepotenti. Inoltre la medicina agisce direttamente secondo bisogni e il medico non ha bisogno di fare il poliziotto per proporsi, ha senso dare spiegazioni convincenti a chi ne ha bisogno, non costringere a cure. Il vero Stato italiano favorisce cultura e diffusione di informazioni, non trascina presunti o veri psicopatici in ospedali-manicomi né rende le loro dimore dei manicomi coatti. Idem col resto - ma esistono tante falsità e imposizioni, tutte vietate ma di fatto non impedite da chi dovrebbe.
Nella trasmissione c'era pure il riferimento a disturbi comportamentali come se il disturbato fosse il sanitario. Non si può evitare di notare che tentando di istituire una eutanasia ed assistenza al suicidio in un ambiente degenerato come l'attuale sanità non solo italiana si stia tentando di diffondere l'idea di eliminazioni sanificanti, cioè - al di fuori di eufemismi - si finge che il dare morte possa essere un prendersi cura del morituro-morente. Se uno pensa di precipitare un appestato in una fornace ardente per paura di contagio, non dovrebbe definirsi in ogni caso medico e tantomeno professionista. Se la situazione non è così chiara la malasanità deve essere messa a nudo, senza proteggerla con timori fuori posto.

E che dire, poi, sempre su Rai News 24 oggi, del solito discorso sulle trasfusioni e - in pratica - 'banche del sangue', senza neppure ammettere che non c'è affatto una situazione progredita ma pratiche meno che rudimentali, per giunta reiterate? Come si può accettare la maniera di presentarsi in pubblico di sanitari che agiscono in una logica in parte addirittura drammaticamente o tragicamente primitiva? Non pensano a legger meglio testi emarginati o dimenticati, su prevenzioni e consigli generici, o a dar spazio a rimedi improvvisati di chi abituato a questo con buon senso, o filosofici oppure diretti tentativi di guarigione od autoguarigione? Vogliono evitare l'incognita ma questa potrebbe essere la vita e invece di assistere attivamente ai suicidi - cioè andare oltre il dovuto - dovrebbero lasciare i pazienti rischiare senza obbligarli a prudenze che generano il sicuro declino della vita. Non c'è diritto a sottrarre in nome della medicina i pazienti dai rischi dell'esistenza. Difatti l'esistenza è anche questo: rischio. Ciò non significa che uno Stato debba assecondare ambienti sanitari più che ambigui.


MAURO PASTORE

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