Aletheia
di Emanuela Trotta - indice articoli
La libertà come responsabilità
Marzo 2023
Educare un essere umano alla libertà, non può ridursi a renderlo autonomo dai condizionamenti esteriori, ma fargli scoprire la libertà di scelta che la tradizione filosofica ha denominato libero arbitrio. Senza questa libertà, l’autonomia dai vincoli esterni non è reale. A cosa serve poter fare ciò che si vuole, se poi la volontà non è libera di decidere cosa volere? Per questo è necessario educare alla consapevolezza e al senso di responsabilità che sono le condizioni indispensabili.
Se la libertà è il territorio in cui ci muoviamo, la responsabilità è il perimetro e il confine del nostro territorio.
La responsabilità è la consapevolezza del nostro limite. Se intendiamo Kantianamente, il dovere morale come un imperativo categorico, l’uomo non è schiavo dei limiti a cui si auto sottopone. La dignità umana si compie nell’irriducibilità di ogni persona a un mezzo o strumento, essere liberi significa non essere strumentalizzati. Compie il proprio dovere chi agisce in modo da sottoporsi a una regola, che, se dovesse valere come legge universale, preserverebbe anche ogni altro individuo.
Le regole morali sono fondate sulla convinzione che chi compie un’azione lo fa perché è libero di farla. Molti credono di poter rimandare le scelte con l’illusione che sia ancora presto per cercare di dare risposte agli interrogativi fondamentali dell’esistenza, ma come ricorda Kierkegaard, vi sarà un momento in cui l’uomo non avrà più la libertà di scelta, perché altri avranno scelto per lui.
Come non si può essere autonomi dai condizionamenti esterni, non si può fare una scelta senza essere influenzati da quelli interni. Il temperamento, gli stati d’animo, la nostra stessa storia, circoscrivono inesorabilmente l’ambito entro cui siamo in grado di esercitare il nostro libero arbitrio, ma malgrado i limiti sussiste un margine di scelta, è questo che rende l’essere umano diverso da tutti gli altri che popolano l’universo.
La responsabilità precede la libertà. L’altro non è il mio limite, bensì la possibilità di un varco, di un passaggio. Occorre riscoprire la responsabilità di un sé vulnerabile, destabilizzato dall’altro e proprio per questo libero.
Emanuela Trotta
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